Pure, ripete la voce

Pure, ripete la voce: «Non arrendetevi,
se avete conosciuto una forma della vita,
restate fedeli alla vostra ferita,

sappiate che testimoniare il vero
è sempre scomodo nel mondo attuale, e voi
che gridavate il vero, magari male, ricordate

che lo gridavate soltanto per la verità,
e non per il potere, che se ne servirà
sempre, come sempre criminalmente

il potere agisce e copre, devia e mente,
mentre voi che cercavate la verità
in mezzo alla strage della Città e alla cenere,

eravate tra i cittadini migliori della Polis,
e non i delinquenti che vogliono far credere… »

Gianni D’Elia (Pesaro, 1953), da Trentennio (Einaudi, 2010)


Mulinuccio

I piloni altissimi, incombenti, strati
di cemento e blocchi, uno sopra l’altro,
a costruire strutture ruvide, inattaccabili
e le faglie che si aprono sono memorie
sono solchi nella pelle, quando
non c’era più niente da fare e dall’alto
li vedevi che precipitavano “Fermatevi
un momento, aspettatemi, vi prego” e loro
non aspettavano, non potevano.

Eccoli per terra che ti guardano.
Così gli anni passano lenti
sono scorati come i volti, nodosi:
la moglie che ti caccia di casa, esausta
i vicini stizziti, l’arancio, l’arancio
in ogni spostamento e la vertigine
purissima.

Sopra c’è tutta una velocità diversa,
c’è un trangugiare i chilometri. Si sentono
esplosioni, camion pesantissimi, e
anche quando si capiscono i perché
(eccola la ragione, eccolo il suo sgranocchiare)
non per questo non c’è napalm e baratri
profondi: c’è quiete, ma è indifferenza,
e anche il fiume , l’oltrefiume, la Lora
sono sommersi, si abbandonano al flusso.

Guardaci qua sotto, guarda noi
che non ti vediamo tanto sei alto,
consegnaci qualche parola, abbi pietà
se ridiamo; non vogliamo recarti dolore,
un gesto, un segno, è abbastanza, poi
ce ne andiamo, lo prometto, perdonaci.

Pietro Cardelli (1994), da Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2019)


Scenari di un’estate

scenari di un’estate
o pochi giorni: sguardi

spenti che durano

sottrazioni cancellature aneliti

gli amici morti nei sogni
insieme ad altre cose festose

Giorgio Manacorda (Roma, 1941), da Tracce (Guanda, 1977)


Perché sì

Noi diamo sulla voce a chicchessia.
Diciamo perché sì
così è
si deve
bisogna.
Non parlano, tu dici, gli animali.
Una lingua e non il cibo
indicibilmente ci divide: noi
e loro. Parlano invece:
silente si avvicina e mi tenta con il muso
dov’è più molle, dietro le ginocchia.
Ma poi, la dignità non gli concedo
di essere ascoltato.

Giovanni Turra (Mestre, 1973), da Con fatica dire fame (La Vita Felice, 2014)


Progettava così la sua vita

Progettava così la sua vita. Dalla finestra misurava il tempo delle cadute: degli stracci, delle pattine appena lavate, delle bottiglie di plastica schiacciate. Prendeva appunti: vento, attrito, condizioni variabili della temperatura, l’impatto delle cose sul terreno, lo scomponimento dell’oggetto, le fratture irreparabili. Aveva trent’anni, era lì da poco. Abitava al quarto piano della casa nuova: quella che non c’era quando ero piccolo, quella fatta sul posto della fabbrica di gomma e cerchietti, vicina al rottamaio che stortava tutto. Distruggeva.

Stefano Raimondi (Milano, 1964), da Interni con finestre (La Vita Felice, 2009)


Cambio le belle lenzuola di bianco

Cambio le belle lenzuola di bianco
tiro per bene, nessun increspo né piega
nessun millimetro pendente fuori dalla
armonica stesura del bene. Qui dorme
lei, qui lui. Si vede non so da cosa.
Qui lei e lui si scambiano segni evoluti
della specie, accostano forma a forma
mettono tutti i respiri in un posto, insieme,
setacciano il mondo nella camera buia
e l’ultimo che s’addormenta sente l’altro
andare lontano, nel suo respiro di lottatore
che ha mollato la presa.

Mariangela Gualtieri (Cesena, 1951), da Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006)


Tardano ad arrivare le cose immobili

Tardano ad arrivare le cose immobili,
gli alberi, gli argini e pure
le cose costruite come immobili
tardano ad arrivare.
Nascono sentimenti nell’attesa.

Cesare Viviani (Siena, 1947), da Credere all’invisibile (Einaudi, 2009)