Sonnet

All we need is fourteen lines, well, thirteen now,
and after this one just a dozen
to launch a little ship on love’s storm-tossed seas,
then only ten more left like rows of beans.
How easily it goes unless you get Elizabethan
and insist the iambic bongos must be played
and rhymes positioned at the ends of lines,
one for every station of the cross.
But hang on here while we make the turn
into the final six where all will be resolved,
where longing and heartache will find an end,
where Laura will tell Petrarch to put down his pen,
take off those crazy medieval tights,
blowout the lights, and come at last to bed.

 

Billy Collins (New York, 1941), da A vela in solitaria intorno alla stanza (Fazi, 2013)

 

Abbiamo bisogno di quattordici versi, tredici ora,
e dopo questo appena una dozzina
per varare una barchetta sui mari colpiti dalla tempesta d’amore,
Poi ne rimangono ancora solo dieci come file di fagioli.
È facile, se non vuoi fare come gli Elisabettiani
e  insistere che si vedono i bonghi giambici
E mettere le rime alla fine sei versi,
una per ciascuna stazione della croce.
Ma resta qui mentre svoltiamo
negli ultimi sei dove tutto sarà risolto,
Dove i desistere e i mal di cuore troveranno fine,
Dove Laura dirà a Petrarca di deporre la penna,
Di togliersi quelle strambe braghe medievali,
di soffiare sulla candela,e di venire finalmente a letto.

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Introduction to poetry

I ask them to take a poem
and hold it up to the light
like a color slide
or press an ear against its hive.
I say drop a mouse into a poem
and watch him probe his way out,
or walk inside the poem’s room
and feel the walls for a light switch.
I want them to waterski
across the surface of a poem
waving at the author’s name on the shore.
But all they want to do
is tie the poem to a chair with rope
and torture a confession out of it.
They begin beating it with a hose
to find out what it really means.
Billy Collins (New York, 1941), da A vela in solitaria intorno alla stanza (Fazi, 2013)

Chiedo loro di prendere una poesia
e di tenerla in alto controluce
come una diapositiva a colori

o di premere un orecchio sul suo alveare.

Dico loro di gettare un topo in una poesia
e osservarlo mentre cerca di uscire,

o di entrare nella stanza della poesia
e cercare a tentoni l’interruttore sul muro.

Voglio che facciano sci d’acqua
sulla superficie di una poesia e salutino
con la mano il nome dell’autore sulla spiaggia.

Ma la sola cosa che loro vogliono fare
è legarla con una corda a una sedia
e torturarla finché non confessi.

La  picchiano con un tubo di gomma
per scoprire che cosa davvero vuol dire.

 

(Traduzione di Franco Nasi)


Directions

You know the brick path in the back of the house,
the one you see from the kitchen window,
the one that bends around the far end of the garden
where all the yellow primroses are?
And you know how if you leave the path
and walk into the woods you come
to a heap of rocks, probably pushed
down during the horrors of the Ice Age,
and a grove of tall hemlocks, dark green now
against the light-brown fallen leaves?
And farther on, you know
the small footbridge with the broken railing
and if you go beyond the you arrive
at the bottom of sheep’s head hill?
Well, if you start climbing, and you
might have to grab on to a sapling
when the going gets steep,
you will eventually come to a long stone
ridge with a border of pine trees
which is a high as you can go
and a good enough place to stop.

The best time for this is late afternoon
en the sun strobes through
the columns of trees as you are hiking up,
and when you find an agreeable rock
to sit on, you will be able to see
the light pouring down into the woods
and breaking into the shapes and tones
of things and you will hear nothing
but a sprig of a birdsong or leafy
falling of a cone or t through the trees,
and if this is your day you might even
spot a hare or feel the wing-beats of geese
driving overhead toward some destination.

But it is hard to speak of these things
how the voices of light enter the body
and begin to recite their stories
how the earth holds us painfully against
ts breast made of humus and brambles
how we will soon be gone regard
the entities that continue to return
greener than ever, spring water flowing
through a meadow and the shadows of clouds
passing over the hills and the ground
where we stand in the tremble of thought
taking the vast outside into ourselves.

Still, let me know before you set out.
Come knock on my door
and I will walk with you as far as the garden
with one hand on your shoulder.
I will even watch after you and not turn back
to the house until you disappear
into the crowd of maple and ash,
heading up toward the hill,
percing the ground with your stick.

 

Billy Collins (New York, 1941), da A vela, in solitaria intorno alla stanza (Fazi, 2013)

Indicazioni

Hai presente il sentiero di mattoni sul retro della casa,
quello che si vede dalla finestra della cucina,
quello che piega attorno al confine del giardino
dove ci sono tutte le primule gialle?
E hai presente che se lasci il sentiero
e sali dentro al bosco arrivi
a un cumulo di massi, probabilmente spinti
giù durante gli orrori dell’Era Glaciale,
e a un boschetto di alti abeti, ora verde scuro
sullo sfondo degli aghi caduti, marrone chiaro?
E più avanti, hai presente
il piccolo ponte con le assi divelte
e che se lo passi arrivi
ai piedi di quella collina che sembra una testa di pecora?
Be’, se cominci ad arrampicarti,
e potresti aver bisogno di afferrarti a un arbusto
quando la salita si farà ripida,
alla fine giungerai a una lunga cresta
di pietra contornata di pini
che è il punto più alto lì attorno
e un posto ben adatto per fermarsi.

Il momento migliore è il pomeriggio tardi
quando il sole scintilla attraverso
le colonne degli alberi mentre sali,
e quando troverai un masso adatto
per sederti, sarai in grado di vedere
la luce che filtra nel bosco
spezzandosi nelle forme e nei colori
delle cose e non sentirai nulla
se non un accenno di canto d’uccello
o il cadere attutito di una pigna o una noce tra gli alberi,
e se proprio sei fortunata potresti addirittura
vedere una lepre o sentire il battere d’ali delle anatre
che volano sopra di te dirette chissà dove.

Ma è difficile parlare di questo,
di come le voci della luce ti entrano dentro
e iniziano a raccontare le loro storie
di come la terra ci trattiene con dolore
contro il suo petto di humus e rovi
di come noi, che presto spariremo, pensiamo
agli esseri che continuano a tornare
più verdi che mai, all’acqua sorgiva che scorre
attraverso un prato e all’ombra delle nuvole
che passa sulle colline e sul terreno
dove posiamo fremendo nel pensiero
accogliendo dentro noi la vastità lì fuori.

Però fatti sentire prima di avviarti.
Vieni a bussare alla mia porta
e ti accompagnerò fino in fondo al giardino
tenendoti la mano sulla spalla.
Addirittura, guarderò avanti a te e non mi girerò
verso casa fino a quando non sarai sparita
nella folla di aceri e di frassini
diretta verso la collina
mentre segni il terreno con il tuo bastone.

 

(Traduzione di Franco Nasi)


Filippo Amadei consiglia Billy Collins

The dead

The dead are always looking down on us, they say.
while we are putting on our shoes or making a sandwich,
they are looking down through the glass-bottom boats of heaven
as they row themselves slowly through eternity.

They watch the tops of our heads moving below on earth,
and when we lie down in a field or on a couch,
drugged perhaps by the hum of a warm afternoon,
they think we are looking back at them,

which makes them lift their oars and fall silent
and wait, like parents, for us to close our eyes.

 

Billy Collins (New York, 1941), da A vela in solitaria, intorno alla stanza (Fazi, 2013)

 

I morti

 

I morti ci guardano sempre dall’alto, si dice,
mentre mettiamo le scarpe o facciamo un panino,
ci guardano dal fondo di vetro delle barche del cielo
mentre remano lenti attraverso l’eternità.

Osservano le nostre teste muoversi in basso, sulla terra,
e quando ci sdraiamo in un campo o su un divano,
intontiti forse dal ronzio di un caldo pomeriggio,
pensano che stiamo ricambiando il loro sguardo,

e questo fa sollevare loro i remi e li fa restare in silenzio
ad aspettare, come genitori, che noi chiudiamo gli occhi.

 

Questi di Billy Collins sono versi di una dolcezza assoluta. È la magia della poesia quella di farci vedere le cose da angolature nascoste, inusitate, come guardare un paesaggio da una prospettiva mai vista prima. E così un tema comunemente “scuro” come può essere quello legato alla morte, diventa quasi una ninna nanna, una favola buona. Dopo avere letto questa poesia è impossibile non addormentarsi con una pace nuova e più profonda nel cuore. (Filippo Amadei)