Oggi che la Germania

Oggi che la Germania
Non è più il mostro accucciato
Che ho conosciuto nell’infanzia,
Oggi che è tornata arrogante
E la sua
Meticolosità nell’efficienza
Mi appare per quel che è
– Nevrosi da obbedienza –
Io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia
Già hai dato il meglio, non strafare.

 

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), da O Germania (Interlinea, 2015)

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Dove il fiume fa l’ansa

Per me sei rimasta dove il fiume fa l’ansa,
La corrente l’isola le rapide dicevi
Si vedono meno quando è in piena,
L’impeto confonde tutto
E quando tu gli porti lui si prende.
Non se ne accorge.
Invece d’estate i colori
Più sassi più rossi sul fondo
Nel punto dove volevi
Passarlo senza stivali.
Per me sei rimasta là
Non ti ha presa nessuno,
Soltanto il fiume
Sull’isola legata alla terra
Per tanti mesi all’anno.

 

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), da Jucci (Mondadori, 2014)


Il lavoro di lima

Finché il ghiaccio regge, pensavamo
Vedendo i due aggrappati alla banchina.

Eravamo già noi, lo sapevamo,
Iniziò subito il lavoro di lima.

Noi due tra i vasi sul balcone
A guardare insieme ad ammirare
Quel che riesce a fare la natura
Quando si attorciglia.

 

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), da Jucci (Mondadori, 2014)


Tu legno e io

Come una preghiera per non violenti giorni
Dal lago si estendeva ai colli circostanti,
Sommergeva persino i già bisbigli
Emessi dai risvegli,
Era il cielo con due nuvole
L’emissione della voce
E a forma di labbra la pronuncia:
Tu legno e io poliuretano espanso.
Quando si dice i materiali antichi
Destinati a durare
E quelli innovativi…
Cercavamo il sesso della morte
Nelle pitture alpine. E’ maschio è maschio
Ricordo che scoprivo.

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), inedito


Dulcissima

Quando non ci saranno più le mie chiamate
Tra le sette e le otto
E se ritardo un labbro che leggermente trema.

Quando non sarai più una vecchia sola
E io al ritorno non dovrò più correre
Per te giù in farmacia
Prazene e Lexotan
Con la ricetta ripetibile
Il Karvezide con la ricetta nuova
E già che ci sei un Benagol
E la Borocillina.

Quando non dovrò più tenerti
Bassa la pressione
Quanto tempo che avrò
Per scrivere di te.

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), da http://www.leparoleelecose.it