Lettera ai ribelli che verranno

Salutate l’ardore
il braccio che vola,
il vento, la passione.
Disobbedite
alla vita e alla morte,
a voi stessi e agli altri,
Sia febbrile la vostra giornata,
non sia mai opportunista,
sia chiara nell’impeto,
bella e nervosa come una mattina d’aprile.
Io aspetto il vostro aprile,
siate pieni di ebbrezza e di furore,
date gloria al mondo che c’è fuori.
Non vi servono nascondigli
ma comunità dove trovarvi.
Portate il mondo
sul palmo della mano,
andate sull’orlo,
dietro le montagne,
su una spiaggia rovinata,
Nessuno può fermare
il vostro incendio,
perché lo fermate voi,
perché siete in silenzio?

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Resteranno i canti (Bompiani, 2018)

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La prima volta non fu quando ci spogliammo

La prima volta non fu quando ci spogliammo
ma qualche giorno prima,
mentre parlavi sotto un albero.
Sentivo zone lontane del mio corpo
che tornavano a casa.

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (Chiarelettere, 2017)


Io dico che si deve partire da un punto qualunque

Io dico che si deve partire da un punto qualunque
per esempio dal fatto che alle nove del mattino
puoi andare in un paese vicino e sentire
quello che dicono al bar un postino
un muratore un vecchio ammalato
e poi ti rimetti in moto sapendo che la giornata
una giornata qualsiasi è il tuo splendore.

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Stato in luogo (Transeuropa, 2012)


Il mondo è qui dove siamo

Il mondo è qui dove siamo
non un centimetro dietro
non un centimetro avanti.
oggi se fossi finito all’obitorio
avrei avuto il cuore fermo
e occhi senza sangue.
concediamoci
la gioia di soffrire
di metterci il cappotto
di accendere una lampadina.
il lamento è il nemico che ci ha invaso
la scontentezza è lo strozzino
che si è seduto a capotavola.
non lasciamoci ingannare dagli infelici.
una mezz’ora di questo freddo
e di questa amarezza
vale più dei loro affari.
non devi più nasconderlo
il miracolo della mia salute
e voi non nascondete il vostro.

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Stato in luogo (Transeuropa, 2012)