staz i one pioggia

dicono sia la morte questo senso
di spossatezza
questa stazione zuppa
di mosche

si dorme quasi sempre
uno sull’altro,
sui corpi fiorisce l’edera di casa
-io lo so che verrete
madre
il nulla ci mangia nella mano
come fosse un cane

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Traum (Lietocolle, 2014)

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Un alce squartato rammenta

Un alce squartato rammenta
la foga del padre

nel riprodursi.

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Nuova Poesia Extraterrestre (Carteggi Letterari, 2016)

 


(missioni)

I lama sputano anche quando nessuno li vede, neanche un
altro lama.

Posso giurare di aver visto pisciare un uomo senza testa.

Posso giurare di aver visto un ginecologo scimmia
lanciare
una specie di missile dentro una donna.

Pianifichiamo di esportare la vita, ma in realtà è la morte
(non dite che è lo stesso).

I batteri più esperti sono abbastanza uomini per diventarlo.

Gli ufo esistono e somigliano a dei lama.

Gli ufo sono più soggetti ad infezioni fungine.
Su alcuni pianeti non ci sono le donne.

La diarrea ti coglie sempre impreparato, potresti negarlo?

Gli astronauti urinano in sacchette disgustose e pure sono
eroi.

Se non ci fosse l’uomo ad osservarlo l’universo nemmeno
esisterebbe;
noi sappiamo
che questa è una storia falsa.

Se un giorno ti diranno che non esisti
la donna che ti ha spezzato il cuore sarà comunque esistita.

Se una cosa è vera è che nessuno si libera di niente.

Un animale sconvolto può diventare un altro animale.
Un animale responsabile non è un animale.

I pinguini hanno troppi comportamenti che non vanno bene.
Bisogna dare parola ai pinguini, ma a un certo punto basta.

Se il silenzio è grande, una zanzara è grossa come una stanza.

La notte ama arrivare di notte, ma arriva anche di giorno.

Klimt non ha mai disegnato cipolle, ma poteva farlo
poteva farlo?

Le donne hanno causato la scrittura di un sacco di poesie, i
lama mai.

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Nuova Poesia Extraterrestre (Carteggi Letterari, 2016)

 

 


219

Erano labbra reali
parole reali nello stesso posto
e tu eri bianca come pane bianco

e ti ho toccata come un cieco
t’avrebbe toccata, avevi i capelli bagnati,
i capelli bagnati
anima

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986) da Il sentimento dei vitelli (EDB, 2012)