Io non mi lascio andare, e sempre quella

Io non mi lascio andare, e sempre quella
è la mia domanda:
dimmi, che devo fare?
Ma tu sul fare sei vago,
non è il tuo campo, lo so,
fare si fanno le cose di tutti:
“Faccia l’amore,
faccia e sue cose,
veda gente, si svaghi”,
e torni alla sostanza.

Nel metrò che rigurgita, al ritorno,
come un biglietto usato
butto via la ricetta,
ché nulla mia sgomenta
più di questo richiamo
al mio sesso e all’umano.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da Compagni corpi. Tutte le poesie 1992-2002 (Scheiwiller, 2004)

SCROSCIA L’ACQUA sincera

SCROSCIA L’ACQUA sincera
fredda calda obbediente
e schizza per il bagno fino agli allegri led.
Care mensole colme di sciocchezze,
asciugamani bianchi
dove mi nascondo
a occhi chiusi
e non vedo più niente.
Sono io quel volto nello specchio?
Un sembiante il caso lo dà a ognuno,
ma se lo fissi e pensi “sono io”
ti fa impazzire.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da Quando avrò tempo (Transeuropa, 2013)


STORNI nell’aria / la poesia alle elementari

STORNI nell’aria,
migrano questi figli dell’autunno,
una mano gigante li ha lanciati
su in cielo. Sbandano, ritornano,
nel loro giubilo d’essere nessuno,
i bimbi del creato.
Tutti via, poi il gioco ricomincia,
il gioco in alto, al freddo, senza tempo.
Non c’è gioco per noi, noi giù nel tempo
per le vie del quartiere.
Foglie, una cosa sola, solo qualche fruscio,
un giacere comune, ultimi battiti,
poi una terrea quiete.

 

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da Quando avrò tempo (Transeuropa, 2013)


Giulia Rusconi consiglia Anna Maria Carpi

LAGHI E LAGHI senza l’altra sponda,
boschi d’inverno fragili schiomati
come teste di vecchio e poi la neve
e lacrime di ghiaccio alle tettoie.
Le poche case accenti circonflessi.
Un piccolo nel mio scompartimento
fa merenda e gioca con l’orsetto
con davanti la madre
che guarda fuori e il padre col giornale,
tutto è fidato e tutto è famigliare.
Essere lui, poter ricominciare.

 

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da E tu fra i due chi sei (Scheiwiller, 2007)

 

Anna Maria Carpi ha una sua personalissima voce, da sempre, dal suo esordio con A morte Talleyrand (Campanotto, 1993) fino alla sua ultima opera, uscita l’anno scorso per Transeuropa, Quando avrò tempo. È la sua una voce che raccoglie diverse ossessioni e alcuni luoghi che tornano. Anche nel testo che propongo, dal treno su cui ci fa viaggiare, vediamo un paesaggio nordico e freddo, da brividi, che ci porta forse in Germania, luogo d’elezione per la Carpi traduttrice dal tedesco e profonda conoscitrice della letteratura di lassù. Ed è poi nel calore dello scompartimento, dove ‘si fa casa’, dove si sta insieme tra ‘compagni corpi’, che esplode con una gentilezza disarmante un assillo che sempre batte nei testi della Carpi: lo sgomento di avvertire il tempo passare, la giovinezza che si allontana, la vecchiaia (e la morte) a un passo, la trappola dello stare in vita da cui non si può scappare. E la malinconia struggente di immaginarsi di nuovo bambini a godere di una pace che non può più tornare. (Giulia Rusconi)


Happy hours

Una vita sola? Io so che ce n’è un’altra:
sarà come stasera,
questo caffè dentro la stazione
e la pioggia che lucida il piazzale
e il vai e vieni di colori e di ombrelli.
Caldo e voci all’interno –
tu cosa bevi? e tu? Sempre lo stesso?
Salute!
Salute a te, e  dimmi come stai.
Tu mi ascolti la faccia tra le mani
e io ti ascolto con i cinque sensi
e questa sera non andiamo a casa.
Quel che diciamo – cose da  niente,
ma ritorna il candore
e la voglia di ridere
e una giovane smania di consacrazioni.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), inedito

 

 


In casa al video o in tavola o per strada

In casa al video o in tavola o per strada
o in metrò o in qualche ufficio o alla stazione
non so dov’ero ieri e cos’ho fatto
né stamattina fino a un’ora fa,
non so più quando ho visto i miei amici
se erano loro
cosa ci siamo detti.
Ci vediamo di furia
solo per dire: non ci siamo persi,
poi è il sollievo di un “anche questa è fatta”.
Dove sei, gioia? Dove sei, speranza?

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da L’asso nella neve. Poesie 1990-2010 (Transeuropa, 2011)


Il mio cuore ha l’accesso stretto

Il mio cuore ha l’accesso stretto
il sangue non ci passa facilmente
o rigurgita o rimane dentro,
così gli altri non sanno
che passione ho per loro
che potrei
fermare anche gli ignoti per la strada
e dirgli
tutto quello che ho dentro e non mi passa –
e sarebbe la grazia.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da L’asso nella neve (Transeuropa, 2011)