Piero Simon Ostan consiglia Igor De Marchi

il mutuo 

Sto pagando un mutuo di quindici anni
per l’appartamento in cui vivo.
Ho sottoscritto una polizza vita
di vent’anni. Il mio promotore
finanziario di fiducia
mi sottopone ogni quindici giorni
vantaggiose opportunità
di investimento a lungo termine.

Eppure stento a immaginarmi allora
brizzolato e limpido,
circondato da nipoti
gioiosi e figli amorevoli
come vuole la brochure
dell’assicurazione.

Igor De Marchi (Vittorio Veneto, 1971), da Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003)

Tutte le volte che mi capita di rileggere Resoconto su reddito e salute mi blocco sulla poesia il mutuo che ho deciso di proporre.
In questo testo irrompe fin dal titolo l’impoetico, De Marchi giunge a esiti di srilicamento estremo già dal primo verso e, attraverso un abbassamento del tono verso la prosa, fotografa senza filtri, senza alludere nulla, il nostro tempo. Sono versi che ci inchiodano alla realtà in un atmosfera pervasa da una pungente ironia che ci mostra ancor di più il nostro essere ridicoli.
Forse il bloccarmi su questo testo non è solo dovuto al fatto che questi versi sono emblematici di un modo di intendere la poesia che mi affascina e sento vicino, ma anche perché il poeta, alla fine, ci ricorda che a questo stato di cose, da lui stesso riferite, una strada diversa c’è. (Piero Simon Ostan)

Annunci

una sola moltitudine

Gli uomini sono tutti uguali.
Davanti alla legge, davanti a dio.
Ma quando guardo gli altri
fare le cose fatte bene
bocca sicura e occhiate forti,
salvarsi
con naturale sana decisione
e io non so da che parte prendermi,
so che di fronte agli uomini
gli uomini non sono tutti uguali.

Vibrano le gocce
di pioggia sul vetro della macchina.
Hanno una pancia alcune un percorso
da rio delle amazzoni
quando vanno giù, una pronuncia.
Poi sono la pioggia, sono l’acqua.

Igor De Marchi (Vittorio Veneto, 1971), inedito


Hanno ragione loro

Hanno ragione loro:
non rimane che far torto o patirlo.
Rubare una fila al semaforo,
dal fruttivendolo, alle poste.
Alimentare un’ombra
su un collega d’ufficio.
Durare amici solo dentro
una comunione d’intenti.
La carriera, gli amori. Il pane quotidiano.

Igor De Marchi (Vittorio Veneto, 1971), da Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003)


soap opera

Mi appassiono alle soap opera
nostrane come mai avrei creduto.
Con le loro storie
che ti insegnano a vivere,
come ci si comporta e come no
nelle cose degli affetti. E poi
ci sono i talk show che dicono tutto,
basta imparare. Guardare e imparare.
È bello sapere che c’è un metodo,
che non siamo soli
davanti al televisore.

Igor De Marchi (Vittorio Veneto, 1971), da Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003)