Gea

Come sono i tuoi fondali?
E dove si incontrano le correnti del tuo mare?
Quanti satelliti hai?
E quando si compiono le tue eclissi? (eclissi totali?)
Di cosa si alimenta il tuo sole?
Dove sono i tuoi ghiacci?
Lo sai che ho un giacimento nascosto d’oro bianco?
(nemmeno io ho ancora scoperto dov’è)
Lo senti il lavorio degli insetti nei prati?
Hai una foresta di querce?
Il tuo clima è abbastanza mite per i pini marittimi?
Ho una magnolia gigante, sai?
Potrei sapere dove vive il tuo animale più raro?
Ti va di ascoltare il mio silenzio?
Credo di aver visto uno stormo di gru cenerine
riempire il tuo cielo – migravano, vero?
Ascolta, le rondini lanciano gridi altissimi dentro i miei tramonti
(diventano un po’ matte la sera)
Il tuo mondo ha grandi città?
Posso venire per un’estate intera sulla tua spiaggia di sassi bianchi?
Ti piacciono i miei scogli?
Scogli rossi.
Ci tuffiamo da qua?

Alessandra Racca, da L’amore non si cura con la citrosodina (Neo Edizioni, 2013)

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Mezza luna

Mezza luna
come il tuo cuore sospeso.

Sapessi trovare il tuo campo
quello che guarda ai monti
comporre disegni come
i tuoi pini svettanti,
mi manchi.

È desta l’aria, i suoni
vibranti, tese le corde
ma non c’è confine
tra la mia e la tua presa
che forse non tiene.

Isabella Serra (Tione di Trento), da Notte (Raffaelli, 2016)


Chi separa e scarta secondo un progetto

La grandezza è una disinvoltura, non è uno stile.

A. Martín

 

Chi separa e scarta secondo un progetto
crea esuberi incessanti.

Scriviamo senza calore
non ciò che avreste voluto
ma quello che non avete
pensato. Non per riscatto
ma per vendetta.

Non è mai
ciò che abbiamo scritto.

 

Alberto Pellegatta (Milano, 1978), da Ipotesi di felicità (Mondadori, 2017)


Le attese hanno nomi precisi

Le attese hanno nomi precisi
soste verso il futuro,
si muovono su grandi quaderni della lezione
attraverso filamenti e carta di luce.

 

Luca Minola (Bergamo, 1985), da Pressioni (Lietocolle, 2017)


Proprio così

a scuola non te lo insegnano
non te lo dicono neppure i genitori
ma loro niente, non te lo dicono
e non ci provano neppure.
danno importanza alle preposizioni semplici
o a quelle articolate.
a scuola non te lo spiegano
proprio non vogliono
e a casa ti chiedono quanto fa
9×9
o di trasformare 2000 metri in chilometri.
a scuola non ti istruiscono
impari invece che cos’è
il superlativo relativo
il santo dei santi
il re dei re
il cantico dei cantici
ma il resto se lo tengono per sé.
a scuola non vogliono informarti
e neppure si sognano di darti la formula
o per lo meno la regola.
così è che quando incontri
il desiderio di fottere gli altri
tu sai solo
che si tratta di un complemento
con valore
di specificazione
oggettiva.

Mary Barbara Tolusso (Pordenone, 1967), inedito


Riparte ipoetisonovivi.com!

Riparte ipoetisonovivi.com, il blog che dal 2012 pubblica una poesia al giorno di poeti viventi da leggere in classe (e non solo). Una poesia al giorno, perché la poesia viene prima di noi, nella lingua e nel ritmo che attraversano le generazioni, sebbene oggi essa rischi di scomparire dall’orizzonte quotidiano e di svaporare in altre forme di comunicazione.

La poesia c’è anche a scuola, uno dei pochi luoghi dove ancora si sente menzionare questa parola, ma quasi sempre trattata come una cosa lontana dal presente e incomprensibile se non con le “pinze” di concetti articolati e complessi, che scoraggiano ogni entusiasmo. Proprio la scuola può diventare il luogo del riscatto della poesia, a patto che essa non venga trattata come una cosa lontana dal presente, ma che al contrario possa inchiodarci a pensare e a scoprire noi stessi, facendoci riconoscere in un’esperienza comune.

L’idea, promossa da pordenonelegge.it e dal Liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone, è realizzata da Roberto Cescon con l’aiuto del Gruppo Poesia del Liceo (Andrea Cozzarini, Teo Furlanetto, Rebecca Garcia, Letizia Gava, Marlene Prosdocimo).

Eccoci qui, di nuovo, dunque.

Buon anno scolastico, dunque, e buona lettura!


Buon inizio di anno scolastico!

Il blog vi augura un buon anno, ricco di tutto ciò che desiderate.
Non ci saranno più i poeti a salutarvi ogni mattina, perché abbiamo deciso di prenderci una pausa per dedicarci ad altri progetti sulla poesia a scuola.
Potete però rileggere i diari degli anni scorsi.
L’importante è che leggiate la poesia perché vi fa bene, anche se talvolta con strani percorsi.

Un abbraccio a tutti