Buona estate e al prossimo anno!

ipoetisonovivi.com vi augura una buona estate e vi dà appuntamento all’anno prossimo!

Per il lavoro con passione ringraziamo gli studenti Rebecca Garcia, Letizia Gava, Miruna Drajeanu e Carlo Tomba.

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Misery non deve morire

Il professor Terribile fruga dentro la bara di Petrarca.
Terribile è quest’opera di necrologia,
recensione di polvere,
critica del sudario.
Ma il professor Terribile fruga anche dentro il cranio
di Petrarca,
casomai vi restasse una quartina
avanzata,
una quartina di tenebra.
Terribile è l’amore di chi legge
e non vorrebbe smettere di leggere
nemmeno fra le ossa di chi scrisse.

Valerio Magrelli (Roma, 1957), da La lettura è crudele (Edizioni d’If, 2008)
 


Sempre bianca rimane questa riva

(a S.)

Sempre bianca rimane questa riva,
immacolata l’acqua, benedetta
l’impossibilità della distanza:
e noi poveri, pochi nell’ascolto
che si nega e dilaga nell’udito.
Si resta ad aspettare la parola.
Imparare lo strascico delle onde,
limitarsi a raccogliere sul lido
gli avanzi di quel mare che straborda.
E al fondo scomparire, ritornare
a casa, le mani ancora insabbiate.


Ma forse questo chiediamo sull’orlo
alla spuma, di trovarla in un difetto
di pronuncia, sepolta troppo dentro
la quotidianità. Di parlare
quasi a doverla masticare a vita,
dimenticando di doverla dire.

Michele Bordoni (Civitanova Marche, 1993), da Gymnopedie (Italic, 2018)


La stazione senza treni

Non si può far finta di niente, riprendere la macchina
per le gite in provincia
e le chiese decrepite (ma anche
degli strani passi, vicino ai burroni)

«Perdonami questo amore che è già un’azione»

Così la vittoria è di chi
dedica e dimentica.
E cade l’idea di qualcun altro, la follia
di essere al banchetto insieme.

«C’è un confine impercettibile tra il suo lamento
e il suo crimine»

                           il pomeriggio di domenica
alcuni nell’agonia
si sporcano
non è facile distruggersi, nel buio di una camera,
e conta solo chi
esce per primo

Cercavo di essere difficile.
Descrivevo il rosso dei gerani solo se era sbiadito.
Tutto così: erano queste le decisioni.

Angelo, dimmi se è partita davvero, se non
mi avevi raccontato una balla per sorridere

«Tanto non sarà mai con intenzione
che vi farete del bene»

«Ma cosa ne sai di noi, della nostra parte segreta?»
«Non fare della musica. Tutto è definibile o non c’è»

Milo De Angelis (Milano, 1951), da Somiglianze (Guanda, 1976)


Verso la casa nuova

I larici e io solo. Le formiche
hanno un altro passo. Come le erbe il fiato che manca.

Se tenessi questi campi dopo la pioggia
in un lento rotolare, un cadere nei campi come i morti della guerra,
vederli, risalire con loro. Anche per me
la stessa cosa, la stessa cosa vostra, un dolore violento,
cosa succede? cosa mi sta succedendo?

La casa nella sua fatica e gli occhi in un globo di panche, di sogni:
i poveri hanno visto le cose,
le fiabe, i miracoli, come un paradiso che non c’è più.

Mario Benedetti (Udine, 1955), da Umana gloria (Mondadori, 2004)


Recuperiamo l’estate. Queste lunghe

Recuperiamo l’estate. Queste lunghe
giornate di vuoti e doveri.
Dai balconi piove l’acqua dei fiori
che si prendono il meglio di noi.
I gerani sono fiori per vecchi
ma vederli seccare nei vasi
significa assenza più grave
                              di una lunga vacanza.

Wolfango Testoni (Como, 1970), da In un mutare o nel nulla (Stampa 2009, 2018)


uno stuolo di rondini traversa il cielo di giugno

uno stuolo di rondini traversa il cielo di giugno.
niente è povero, niente
ha più mancanza. il cielo nuovo
assomiglia alla mano di un bambino
che, passando, accarezza le spighe

Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964), da Io sono gli altri (Stampa2009, 2018)