Buon inizio di anno scolastico!

Il blog vi augura un buon anno, ricco di tutto ciò che desiderate.
Non ci saranno più i poeti a salutarvi ogni mattina, perché abbiamo deciso di prenderci una pausa per dedicarci ad altri progetti sulla poesia a scuola.
Potete però rileggere i diari degli anni scorsi.
L’importante è che leggiate la poesia perché vi fa bene, anche se talvolta con strani percorsi.

Un abbraccio a tutti


Buone vacanze!

È finito l’anno scolastico. Per quest’anno il blog chiude. Buona estate (anche) di poesia!


L’estate non si fa annunciare

L’estate non si fa annunciare,
se è estate vera, non ha false partenze
come la primavera, o l’autunno
che è quasi tutto annuncio.
L’estate viene in un solo giorno.
Un temporale, la polvere, l’asfalto.
È il fresco delle due di notte
quando pensi che l’estate sta passando.

 

Gian Mario Villalta (Visinale, 1959), inedito


Mi lascia insoddisfatta la montagna

Mi lascia insoddisfatta la montagna
e il lago si è perfino ritirato.
Un sole orizzontale mescolato
al vento e più lontano
una diga di qua alta, di là più ancora
cemento fatto a strati
l’inclinazione curva della pietra.
Tolgono il respiro le dighe che dividono
acqua forte covata che poi esplode
elettricità che scende fino a valle
e lì una fioca lampadina
a illuminare pelle su altra pelle.

Mariagiorgia Ulbar (Teramo, 1981), da Gli eroi sono gli eroi (Marco y Marcos, 2015)


Sei tu, non c’è dubbio, riconosco

Sei tu, non c’è dubbio, riconosco
l’attacco delle tue risposte quando venivi interrogato
e le finestre del Gonzaga mostravano un cortile immenso
e tutto, fuori, assomigliava al silenzio degli olmi
scendeva un voto dalla tonaca nera e tu eri salvo
riapparivano le nostre pure voci e tu eri sommerso
di voci e si formava un’occulta melodia e c’erano
già i numeri sulla maglia, i numeri giusti per ciascuno,
e si avvicinava, con il suo sorriso vivente, il volto
della partita.

Milo De Angelis (Milano, 1951), da Incontri e agguati (Mondadori, 2015)


Angelo Pesciolino

Le volò il palloncino
fatto a coniglio blu.
Prendilo, mamma, presto
che lassù
troverà tuoni fulmini e tempeste
avrà freddo e paura
senza di me, e non ci vedremo più.

 

Alessandro Fo (Legnano, 1955), da Mancanze (Einaudi, 2014)


Se camminiamo

Se camminiamo è per andare avanti,
per cercare qualcosa, per non abbandonare
una speranza. Dimenticando tutto il resto.
Tornare ha sempre avuto poco significato.
Tornare dove? Riconosciamo i sassi
e gli orizzonti: i sentieri ci dicono
che ci siamo, che andiamo.

 

Yari Bernasconi (Lugano, 1982), da Nuovi giorni di Polvere (Casagrande, 2015)


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