Credevo non mi amasse

Credevo non mi amasse
perché è vietato
forse invece non mi ama
perché non è innamorato.

Vivian Lamarque (Tesero, 1946), da Poesie dando del Lei (Garzanti, 1989)

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Per il Suo compleanno

Per il Suo compleanno
Le regalo in pacchetto
un mio guarito difetto
da buttare
in fondo al mare
Lei con sapienza mi ha curata
sono la Sua Vivian
quasi risanata.

Vivian Lamarque (Tesero, 1946), da Poesie dando del Lei (Garzanti, 1989)


Che ne sarà di me oltre il confine

Che ne sarà di me oltre il confine
In quale valico scomparirò
Chi troverà il mio scheletro muto
Con quali versi mi ricorderanno
E quante altre domande trascini
Dentro lo zaino che schiaccia la schiena
Piuttosto estrai dalle costole un’anima
O almeno un vento che le assomigli
Fatti soffiare lontano
In un paesaggio essenziale

Luigi Nacci  (Trieste, 1978), inedito


lara, i gigli

dovevo apprendere la meraviglia
se un giorno guardando dalla finestra
ho visto nel sole tua figlia
correre incontro ai gigli già sbocciati,

negli occhi una letizia, una festa
che solo vergogna era il malumore
di fronte agli occhi chiari, spalancati
sull’incanto pauroso delle ore:

dovevo apprendere la dedizione,
il candore feroce delle mani
per cui le cose sono nuove e buone
e senza nome è il frutto del domani.

Italo Testa (Castell’Arquato, 1972), da L’indifferenza naturale (Marcos y Marcos, 2018)

– consigliata da Paolo Maccari


Un dire pieno di ma, di però

Un dire pieno di ma, di però,
a sgretolare la prefata voglia,
a gagnolare ora sì e ora no…
È l’anima di noia che mi invoglia
e non mi lascerò cascar di voglia.

Patrizia Valduga (Castelfranco Veneto, 1953), da Medicamenta e altri medicamenta (Einaudi, 1989)


Considera chi siamo e cosa no

Considera chi siamo e cosa no.
Cosa non più, diresti tu
correggendomi sottovoce
e cosa volevamo diventare.
Speculari, pronosticavi.

Adesso però considera lo strano
e notevole ruolo della mano
nel discorso. Sei sempre solo tu
a mimare cronofasi e ferite
nella nostra cronologia.

Antonio Riccardi (Parma, 1962), da Tormenti della cattività (Garzanti, 2018)


Le voglio troppo bene? così non va?

Le voglio troppo bene? così non va?
semplice: toglierò subito il troppo
resterà solo il bene
quando avrò raggiunto la giusta quantità
festeggeremo insieme
o soli la mia maturità?

Vivian Lamarque (Tesero, 1946), da Poesie dando del Lei (Garzanti, 1989)