Nessuno può fraintendere

Nessuno può fraintendere dire
che ha capito male, la lezione
è chiara: continuare a vivere
vivere fino all’ultimo colpo di tosse
con gli aghi nella vena
le bende ai polsi le macchine
a guardarci finalmente dentro
e in casa quell’armadietto bianco
lo si apre come un tesoro si sceglie
il flacone più gustoso.
Continuare la vita, sì, la vita.

Giulia Rusconi (Venezia, 1984) da Suite per una notte (LietoColle, 2014)


Lunedì 15 settembre ripartirà il blog

Riparte la stagione de ipoetisonovivi.com, il blog che dal 2012 pubblica una poesia al giorno di poeti viventi da leggere in classe. Una poesia al giorno, perché c’è, la poesia, anche se sta scomparendo dall’orizzonte quotidiano e quando rimane ancora in vista appare come qualcosa di speciale e in fondo stravagante. Anche a scuola, uno dei pochi posti dove ancora si sente menzionare questa parola, quasi sempre viene trattata come una cosa lontana dal presente e incomprensibile se non con le “pinze” di concetti articolati e complessi, che scoraggiano qualsiasi entusiasmo.

L’idea promossa da pordenonelegge.it e dal Liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone, e realizzata da Roberto Cescon (con l’aiuto di alcuni importanti compagni di strada come Tommaso Di Dio, Maddalena Lotter, Rossella Renzi, Giulia Rusconi e Francesco Tomada), quest’anno si arricchisce di due importanti novità. 

Ogni lunedì verrà proposta una poesia per i bambini delle scuole primarie, dove è solitamente introdotta in forma di rime, filastrocche, componimenti dai temi scherzosi e comunque in modo giocoso. Ma la poesia è una cosa seria: custodisce una sua urgenza, una responsabilità, e i piccoli uomini – oltre a divertirsi – vogliono anche essere presi sul serio. Crediamo che loro abbiano il diritto di essere avvicinati all’arte poetica che parla del nostro mondo, della realtà in cui ci troviamo a vivere, grandi e piccoli. I 33 testi di autori contemporanei, viventi, sono stati selezionati da Rossella Renzi valutando la leggibilità del testo in classe (con una eventuale prospettiva di dialogo su quei versi, o con possibilità di lavoro anche a carattere interdisciplinare, come le Nuove indicazioni per il curricolo richiedono) e  l’accesso ad alcune immagini su cui è possibile liberare la fantasia. Resta comunque fondamentale la presenza, nei testi, di situazioni concrete e che raccontano gesti o pensieri umani, come credere in qualcosa, sperare, sognare. 

Inoltre c’è un’altra novità innanzitutto per gli studenti della scuola secondaria: per tre giorni alla settimana, e per quasi tutte le settimane, verranno proposte tre poesie di un grande poeta contemporaneo, seguite da un breve commento di poeti e studiosi (che ringraziamo per la disponibilità e la bontà del loro lavoro) a spiegare i motivi tematici e formali per cui egli si distingue in modo significativo nel nostro tempo. Si verrà così a costruire una sorta di agile antologia ad uso dei ragazzi, dei professori e di tutti coloro che vorranno approfondire la lettura di quei poeti, magari spingendosi in libreria a comprare un loro libro…

Buon anno scolastico, dunque, e buona lettura!


Giulia Rusconi consiglia Anna Maria Carpi

LAGHI E LAGHI senza l’altra sponda,
boschi d’inverno fragili schiomati
come teste di vecchio e poi la neve
e lacrime di ghiaccio alle tettoie.
Le poche case accenti circonflessi.
Un piccolo nel mio scompartimento
fa merenda e gioca con l’orsetto
con davanti la madre
che guarda fuori e il padre col giornale,
tutto è fidato e tutto è famigliare.
Essere lui, poter ricominciare.

 

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da E tu fra i due chi sei (Scheiwiller, 2007)

 

Anna Maria Carpi ha una sua personalissima voce, da sempre, dal suo esordio con A morte Talleyrand (Campanotto, 1993) fino alla sua ultima opera, uscita l’anno scorso per Transeuropa, Quando avrò tempo. È la sua una voce che raccoglie diverse ossessioni e alcuni luoghi che tornano. Anche nel testo che propongo, dal treno su cui ci fa viaggiare, vediamo un paesaggio nordico e freddo, da brividi, che ci porta forse in Germania, luogo d’elezione per la Carpi traduttrice dal tedesco e profonda conoscitrice della letteratura di lassù. Ed è poi nel calore dello scompartimento, dove ‘si fa casa’, dove si sta insieme tra ‘compagni corpi’, che esplode con una gentilezza disarmante un assillo che sempre batte nei testi della Carpi: lo sgomento di avvertire il tempo passare, la giovinezza che si allontana, la vecchiaia (e la morte) a un passo, la trappola dello stare in vita da cui non si può scappare. E la malinconia struggente di immaginarsi di nuovo bambini a godere di una pace che non può più tornare. (Giulia Rusconi)


“Perché collezioni dei padri?”

“Perché collezioni dei padri?”
Per averne tanti, per averli tutti.
“E ci staranno nella tua stanza?”
Ma io li aprirò li infilerò
uno dentro l’altro come
matrjoske e io la grandissima
li metterò tutti dentro di me.

Giulia Rusconi (Venezia, 1984), da I padri (Ladolfi, 2012)