Il mondo sottostante

Visto che ammazzo i vermi
e mangio cacciagione
almeno un punto è chiaro:
non sono fino in fondo animalista.
E tantomeno posso,
data la mia ignoranza,
cercare fratellanza
con chi è naturalista.
Se palo di animali
lo faccio solamente
per quanto è sorprendente
quel mondo sottostante.

Chi non l’osserva, i più,
non sa cosa si perde:
tecnica amori
sterminî fantascienza
lotte sociali economia
pietà brutalità clemenza.
Così pieno, totale,
è il racconto di quel mondo
da rendere ancora più
evidente – del nostro umano
mondo – il volto decadente.

Franco Marcoaldi (Guidonia, 1955), da Animali in versi (Einaudi, 2006)


L’enigma del cane

Il problema non è tanto
che io parlo e lui non mi capisce.
Semmai il contrario: il vero enigma
è il cane, che tutto sa di me
e mai ne riferisce.

Franco Marcoaldi (Guidonia, 1955), da Animali in versi (Einaudi, 2006)


Rondone

Se è vera la notizia
che il rondone dorme in volo,
non resta più alcun dubbio
sul valore equipollente
di volare e sognare,
difficile da intendere
per chi è costretto al suolo.

Franco Marcoaldi (Guidonia, 1955), da Animali in versi (Einaudi, 2006)


Lo sterminio delle zanzare

Buddista sì, ma con giudizio.
A fronte dell’instancabile
supplizio che la zanzara arreca
nel corso della lunga estate
svanisce in me qualunque senso
di pietà per il creato. E tanto più
qualunque residuo di naturalistico
interesse: unico intento, lo sterminio;
propostomi, con tecniche diverse,
da un fitto corteo di improbabili
signori: dottori in larve, rappresentanti
di veleni, mattocchi indigeni, inventori.
Ognuno vanta al meglio
il suo magnifico prodotto,
resta però purtroppo
che il sogno di bonificare
s’infrange sempre davanti ai molteplici
chilometri che la zanzara
è in grado di coprire.
Ma quale scienza!
Rimane solo da sperare
che il vento la trascini altrove, dove
– mi creda – c’è sangue migliore da succhiare.

Franco Marcoaldi (Guidonia, 1955), da Animali in versi (Einaudi, 2006)