Quella casa isolata

Quella casa isolata
quasi nel centro del paese
era passata indenne
dalla guerra e dopoguerra
come la salamandra nel fuoco,
adesso sembrava un corpo estraneo
venuto da chissà dove.

Giampiero Neri (Erba, 1927), Armi e Mestieri (Mondadori, 2004)

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Si era fermata all’imbocco della lanca

Si era fermata all’imbocco della lanca, sul fiume, una biscia nera, con il capo eretto fuori dall’acqua.
Voleva arrivare in fondo alla lanca, dov’erano i suoi interessi.
A mezza strada si frapponeva un pescatore con una lunga canna che a occhio poteva coprire in larghezza quel braccio di fiume.
Si doveva o no forzare il blocco?
La biscia alla fine si era decisa e aveva iniziato la sua corsa lungo l’argine opposto del canale.
Avvicinandosi aveva aumentato la velocità fino a un massimo sforzo, guizzando davanti al pescatore, che aveva tentato vanamente di colpirla.

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Via provinciale (Garzanti, 2017)


Che la seconda parte della vita

Che la seconda parte della vita sia occupata a contraddire la prima è di comune esperienza, per quanto spiacevole.
Si salva poco di quello che avevamo pensato, forse niente.
Cosa rimane allora del tempo passato?
Si dice di un maestro zen che, prossimo a morire, aveva invitato i discepoli nel suo giardino e rivolto a loro, sentendo gli uccelli cinguettare sui rami, aveva detto: «È tutto questo e nient’altro».

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Via provinciale (Garzanti, 2017)


Due tempi / la poesia alle elementari

La civetta è un uccello pericoloso di notte
quando appare sul suo terreno
come un attore sulla scena
ha smesso la sua parte di zimbello.
Con una strana voce
fa udire il suo richiamo,
vola nell’aria notturna.
Allora tace chi si prendeva gioco,
si nasconde dietro un riparo di foglie.
Ma è breve il seguito degli atti,
il teatro naturale si allontana.
All’apparire del giorno
la civetta ritorna al suo nido,
al suo dimesso destino.

 

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Liceo (Guanda, 1986)


Mimesi

Delle figure e dei fregi
si osservano sulle ali delle farfalle
e in altre specie diverse
ornamento e difesa insieme,
simili a cerchi e disegni
detti anche macchie ocellari,
sono una varietà di mimetismo
l’immaginario occhio di Dio che guarda.

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Armi e mestieri (Mondadori, 2004)


Sta di fatto che nemmeno un bambino stava giocando sulla

Sta di fatto che nemmeno un bambino stava giocando sulla
spiaggia quando il fronte del temporale si staccò dalla linea
più lontana e cominciò a venire avanti rapidamente.
Prima correndo sul filo dell’acqua solleva due pesanti ali e
si nasconde in silenzio dietro banchi di nuvole, e gettata
all’improvviso una luce, come di stella cometa, ci viene
incontro.
Allora è tardi per rimandare le spiegazioni a un’altra volta.
Guardo una mistica frana di castelli in aria.

Giampiero Neri (Erba, 1927), da L’aspetto occidentale del vestito (Guanda, 1976)