Due pesi due misure

La mensola conficcata sul cartongesso
conviene non caricarla
con troppo peso
è facile che non tenga

quelli dei mobili si sono tanto
raccomandati

è come quando mio figlio chiede
di salirmi in groppa
lo sento che si interroga
quando l’oscillazione di fa batticuore

“ma tu mi tieni sempre forte?”

Ho cacciato giù la risposta
in balia dei succhi gastrici.

Ho fischer fissati per aria

 

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), da Pieghevole per pendolare precario (Le Voci della Luna, 2011)


Sono questi travi color miele

Sono questi travi color miele
quando ci siamo entrati qui
e abbiamo risposto che
ci piaceva;

e non pesava se si sentivano
le macchine dalla statale
se si sentiva il treno:
a quel se se abitua
e dopo se dorme ben
se dorme come esser putei
nel sedile posteriore
mentre papà guida
fino a casa

e non contava se dal terrazzo
lo sguardo si arrampicava
fino alla vetreria sconfinata e grigia.

Sono questi travi color miele
guardali bene panciallaria:
sono le costole della balena
pensiamo stratagemmi
per convincerla a
farci restare
che ci tenga lontano
dallo sfiatatoio.

Sono questi travi color miele
quando ci si mette sul divano
a guardare su
si vedono ancora le impronte
delle scarpe antinfortunistiche
degli operai

– mi dicevo –

operai bastiancontrari
che camminano testa in giù
sangueallatesta
proviamoci anche noi
a guardarlo
dall’altra parte
questo mondo

 

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), da Pieghevole per pendolare precario (Le Voci della Luna, 2011)

 


Piero Simon Ostan consiglia Igor De Marchi

il mutuo 

Sto pagando un mutuo di quindici anni
per l’appartamento in cui vivo.
Ho sottoscritto una polizza vita
di vent’anni. Il mio promotore
finanziario di fiducia
mi sottopone ogni quindici giorni
vantaggiose opportunità
di investimento a lungo termine.

Eppure stento a immaginarmi allora
brizzolato e limpido,
circondato da nipoti
gioiosi e figli amorevoli
come vuole la brochure
dell’assicurazione.

Igor De Marchi (Vittorio Veneto, 1971), da Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003)

Tutte le volte che mi capita di rileggere Resoconto su reddito e salute mi blocco sulla poesia il mutuo che ho deciso di proporre.
In questo testo irrompe fin dal titolo l’impoetico, De Marchi giunge a esiti di srilicamento estremo già dal primo verso e, attraverso un abbassamento del tono verso la prosa, fotografa senza filtri, senza alludere nulla, il nostro tempo. Sono versi che ci inchiodano alla realtà in un atmosfera pervasa da una pungente ironia che ci mostra ancor di più il nostro essere ridicoli.
Forse il bloccarmi su questo testo non è solo dovuto al fatto che questi versi sono emblematici di un modo di intendere la poesia che mi affascina e sento vicino, ma anche perché il poeta, alla fine, ci ricorda che a questo stato di cose, da lui stesso riferite, una strada diversa c’è. (Piero Simon Ostan)