Un alce squartato rammenta

Un alce squartato rammenta
la foga del padre

nel riprodursi.

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Nuova Poesia Extraterrestre (Carteggi Letterari, 2016)

 

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i narcisi s’interrogano l’un l’altro

i narcisi s’interrogano l’un l’altro
assottigliandosi sempre più.

Chiedono di te
delle tue mani
della tua figura incerta.
Nessuno li raccoglie.
Sfioriscono sullo stelo.
Alle spalle la montagna deserta
e, azzurro e vuoto,
il cielo di gennaio

Enrico Testa (Genova, 1956), da Ablativo (Einaudi, 2013) 


Da allora nessuna vista, più

Da allora nessuna vista, più,
dalla finestra.
Fuori, un gelo frizzante stemperava
un inequivocabile sguardo di congedo.

Tiziano Broggiato (Vicenza, 1953), da Preparazione alla pioggia (Italic Pequod, 2015)


L

È la lettera del librarsi e liberarsi, della lucidità davanti al dolore.
È il liquido allontanarsi del linguaggio verso la lingua  dei folli
che ci slega.
È la lettera letta lentamente dall’inizio alla fine.

Antonella Anedda (Roma, 1955), da Il catalogo della gioia (Donzelli, 2003)


Venti circa volte già natale

Di vita venti circa anni ancora, così tanti?
Specifichiamo allora: inverni venti circa
venti circa primavere, così poche? circa
sole venti volte è già natale, venti andare
al mare? è così poco venti due decine sole
e mentre dici venti il vento ruba siamo a
diciannove, a nove – grandi speranze,
forsizie rami d’oro, disperazione e
resurrezione, venti, che paura entra
dentro la regione.

Vivian Lamarque (Tesero, 1946), da Madre d’inverno (Mondadori, 2016)


ho scritto quello che volevo dirti

ho scritto quello che volevo dirti
sotto le palpebre. Domani
appena le riapro leggerai.

Ma guardami soltanto e non dovrò
portare tutto il bianco tra le ciglia.
Dammi i tuoi occhi e sarò salvata.

Franca Mancinelli (Fano, 1981), da Pasta Madre (Aragno, 2013)


È sufficiente vederlo arrivare –

È sufficiente vederlo arrivare –
e poi il tempo che concede:
quell’immenso lago di pace.
Quel calore vivo. È il suo corpo
la mia cara casa, la mia cura.

Giulia Rusconi (Venezia, 1984), da Suite per una notte (Lieto Colle – Pordenonelegge, 2014)