Bisognerebbe fare alla fine d’ogni libro

Bisognerebbe fare alla fine d’ogni libro
una piantina. Non un indice, piuttosto
una planimetria delle sue parti,
descrivendo le fondamenta,
i suoi diversi accessi, le stanze,
i servizi e i disimpegni.
Bisognerebbe precisarne anche
la capienza ed i costi, spiegando
l’ammontare della manutenzione nel tempo.
Svelare così l’ossatura del cantiere,
le sue membra nascoste
dal paramento della pagina.
Soprattutto sapere: quale
e quanto il materiale
(legname, pietre, tubature, cemento)?

Valerio Magrelli (Roma, 1957), da Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980)

– consigliato da Fabrizio Lombardo


Qualcuno in famiglia era andato in Brasile

Qualcuno in famiglia era andato in Brasile
prima della guerra, ma non per fame
e non per princìpi. Al ritorno, a Parma
non ha ricordato niente.
Poche cose per dire trent’anni:
qualche avventura, qualche incerto prodigio.
Di certo solo la vastità dei luoghi,
come un presagio.

Antonio Riccardi (Parma, 1962), da Aquarama e altre poesie d’amore (Garzanti, 2009)