Quello che sogniamo la notte

Quello che sogniamo la notte
l’acqua che filtra da sotto.
Serve a poco quello che costruisci adesso,
devi fare i conti col tuo primo giorno,
col primo uomo,
col primo cenno di universo.
Quello che sognavo stanotte
era una malattia, è come se le fondamenta
fossero incurabili,
ed eccomi qui senza piume
nel groviglio dei rami
che stavano per fiorire, traditi anche loro
dalla neve.

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Resteranno i canti (Bompiani, 2018)



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