Scenari di un’estate

scenari di un’estate
o pochi giorni: sguardi

spenti che durano

sottrazioni cancellature aneliti

gli amici morti nei sogni
insieme ad altre cose festose

Giorgio Manacorda (Roma, 1941), da Tracce (Guanda, 1977)


Amore

Somiglia a un pigiama e ha un odore di lama
e ci sono altre cose: l’asciugamano che si può scambiare
le poltrone vicine davanti al televisore
l’insofferenza per le reciproche mancanze
che però si svuota come si fa con le buste della spesa.
Molte leggende, il sesso sopravvalutato
ma non la solitudine che segue.
Il resto è molto poco.

Quando morì mia madre mio padre radunò i vestiti,
se li mise sul petto, un cumulo di stoffa
e restò a lungo così, sotto quel peso di calore,
una notte e un giorno,
per poi alzarsi e innaffiare
le piante già secche sul balcone

Antonella Anedda (Roma, 1955), da Historiae (Einaudi, 2018)

-consigliato da Azzurra D’Agostino