Progettava così la sua vita

Progettava così la sua vita. Dalla finestra misurava il tempo delle cadute: degli stracci, delle pattine appena lavate, delle bottiglie di plastica schiacciate. Prendeva appunti: vento, attrito, condizioni variabili della temperatura, l’impatto delle cose sul terreno, lo scomponimento dell’oggetto, le fratture irreparabili. Aveva trent’anni, era lì da poco. Abitava al quarto piano della casa nuova: quella che non c’era quando ero piccolo, quella fatta sul posto della fabbrica di gomma e cerchietti, vicina al rottamaio che stortava tutto. Distruggeva.

Stefano Raimondi (Milano, 1964), da Interni con finestre (La Vita Felice, 2009)


Cambio le belle lenzuola di bianco

Cambio le belle lenzuola di bianco
tiro per bene, nessun increspo né piega
nessun millimetro pendente fuori dalla
armonica stesura del bene. Qui dorme
lei, qui lui. Si vede non so da cosa.
Qui lei e lui si scambiano segni evoluti
della specie, accostano forma a forma
mettono tutti i respiri in un posto, insieme,
setacciano il mondo nella camera buia
e l’ultimo che s’addormenta sente l’altro
andare lontano, nel suo respiro di lottatore
che ha mollato la presa.

Mariangela Gualtieri (Cesena, 1951), da Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006)