Così sparpagliate, le notti,

Così sparpagliate, le notti,
respirate dall’alto a luce accesa
un gioco scalzo dei giorni sul viso.
Non volevamo noi morirci dentro
come piante senza sete
a rimandare l’ultima parola,
credevamo di tremare più degli altri
alla fine della festa, sotto casa…
Sei sempre tu nella mia caccia di presagi
anche il vento lungo i nastri della sagra
è il mio perderti ogni volta
un ritrovarti.

Isabella Leardini (Rimini, 1978), da La coinquilina scalza (La Vita Felice, 2008)


e gli ospiti sono fantasmi ai lati del pendolo

e gli ospiti sono fantasmi ai lati del pendolo
e dubbi domande le nozze un altro defunto
e due sottovoce si ignorano come gemelli
e tre chiedendo permesso si serrano in camera
e gli altri sono fantasmi ai lati del pendolo
e il pasto è abbondante ne avanza si butta discutono
e gli ospiti non li salutano gli ospiti contano
e chi si assopisce e chi resta e un uomo disteso agonizza
e fuori fa giorno c’è venere macchine primi citofoni
e uno che accede alla sala ferito ripete
e adesso adesso sparisco sparisco anche io.

Luciano Mazziotta (Palermo, 1984), inedito