E leggi

E leggi che durare possono
le cose che non hanno vita,
e tu muori,

e questi versi, che altri un giorno
leggeranno, durano più di te,
e tu non duri,
e li hai fatti

e in queste stanze
dove tante ore hai
dormito, altri
ci dormiranno: e così poco
è la vita,

che un verso, un muro, un letto
sono più lunghi di te,

erano prima, e sono dopo
di te.

 

Giancarlo Pontiggia (Seregno, 1952), da Origini. Poesie 1998-2010 (Interlinea, 2015)

 


Rondine

Il corpo non resiste dentro gli ossi
ghiaccia come acqua in superficie
è l’occhio frazionato nelle lastre.

Scrivere – è questo perdere peso –
le ali stese stracci di bucato
la polpa diradata dalle arterie.

Un pendaglio sospinto malamente
nel foglio dove schiarisce, allarga
la colla stinta sulle ragnatele.

 

Francesca Matteoni (Pistoia, 1975), da Tam Lin e altre poesie (Transeuropa, 2010)