oggi è un sole lungo, uno sguardo di notte bianca

oggi è un sole lungo, uno sguardo di notte bianca –
natura mi scosta, mi ignora: di sicuro la offende
il mio amore d’interni, di tubi, di tetti, di vetri all’incastro;
ma poco le basta, quel poco che afferra alle spalle
con passi d’altalena, quando sbaglia e prende aloni d’inferno,
quando pare artificio, un inganno, uno schermo
e m’attendo si spenga – processo d’infrazione del mondo, nulla
che raduna i suoi pezzi, così il mio seguire una parola
con altra in spazi di vuoto – ecco me allora, a chiedere di quale
tessuto è il ricordo, di quale s’intreccia, se è uguale, uguale
il colore – ecco allora l’immagine fatta di niente, ecco che arriva,
ecco, col suo bagaglio di niente – si sta a scrivere
allora, si sta in angolo stretto, si sta –

Alessandra Cava (San Benedetto del Tronto, 1984), da rsvp (Polimata, 2011)


Il centro dell’orizzonte

Se penso che c’è un centro
altero dietro il filo dell’orizzonte
è per ridare colore al bianco
dell’assenza. E intanto seguo
con disegni di matita morbida
la mappa del rifugio
dove ho nascosto il profilo dell’ombra
invasa da una rosa.

Per questo dico che amare
è seguire le tracce dell’ombra,
amare è proteggere non la rosa
ma tutto lo spazio
del suo ricordo.

Massimo Scrignòli (Codigoro, 1953), da Lesa maestà (Marsilio, 2005)