Sono finiti gli anni della casa

Sono finiti gli anni della casa,
anche quelli che si pensava fossero ancora lì
con abeti, la bicicletta che tenevano su.

Ci sono un ragazzo e una donna
nei movimenti che si rompono senza dolore
lungo quello che è il loro cortile.

C’è dell’erba di là, come non saprei dire,
sotto gli alberi che fa un po’ di prato.
Come le viti sono i legni secchi dei rovi,
qualche foglia strana dei rovi.

Sono un fiore che cresce più di quello che possa,
di quello che è a toccarlo.
Come quando si dice “mi hai portato dei fiori”,
e sono solo dei poveri fiori.
Come quando si dice “così sono stati i poeti”.

Mario Benedetti (Udine, 1955), da Una terra che non sembra vera (Campanotto editore, 1997)


I fidanzati

Magra minuta occhi grandi Laura
è entrata in chiesa che io stavo fuori a fumare
a pensare a godermi la scena, da lontano: Sposarsi
di febbraio in una bella giornata di sole
freddo. Laura giocava nel cortile assieme a me
era lunghetta e spigolosa. Mi faceva
salire al primo piano per schizzare
la gente l’estate con l’acqua e nascondersi
non far più rumore. Portava i capelli corti,
ora coperti dal velo, poi a quattordici anni
ci siamo fidanzati senza farne parola a nessuno.

Valentino Ronchi (Milano, 1976), da Canzoni di bella vita (Lampi di stampa, 2006)