Poesia scritta dalle parole #1

Siamo le parole.
Conteniamo i desideri dei morti,
le esperienze di chi non è ancora nato.
(contenere, v. tr.
1. tenere dentro di sé; 2. trattenere)

In questo istante siamo attraversate
da una mente, la tua.
Siamo un’intimità esteriore,
siamo escluse dentro di te.

Vorremmo poter spiare
che cosa ti stiamo facendo immaginare.
(ti stiamo facendo immaginare
noi che ti spiamo dall’interno)

Nessuno al mondo ti guarda così.

Tiziano Scarpa (Venezia, 1963), da Le nuvole e i soldi (Einaudi, 2018)


la terra e l’attesa

scatto in avanti e
rovescio la testa
lo spigolo della ferrovia
lo spacco verticale
della nuvola che insegna
l’attesa
l’esecuzione impeccabile
del vento
la sua rivolta

oggi sono un animale pigro
che piglia l’aria
e caccia respiri
un frutto maturo
per poco appeso
un letto ancora sfatto

sono una mattina
di settembre la pace
la tua
acqua del pozzo
un pugno di sassi
gettato di sotto

Gaia Ginevra Giorgi (Alessandria, 1992), da Manovre segrete (Interno Poesia, 2017)