Domando da dove viene il male

Domando da dove viene il male
e con le dita aperte indica
l’osso occipitale. La testa
dice mi si sta aprendo di dietro,
la lava inonderà il cuscino
poi cade la parola nel fondo
scuro dei suoi occhi di china
quando la cara morfina passa
dalla mia mano al suo corpo.
Benedetto il riposo che lo stende
supino, e ad occhi aperti dorme
e i sogni li vede vicino.

Giulia Rusconi (Venezia, 1984), da Linoleum (Amos Edizioni, 2017)


#558

Mi chiamo Andrea. Sto guidando verso casa. Pochi istanti fa, il tizio davanti a me ha frenato bruscamente. Io ero distratto. Gli sono andato molto vicino. Ora sto pensando ai decimi di secondo che intercorrono tra l’avvistamento di un ostacolo e l’inizio della frenata, o l’attuazione di altre contromisure. La differita che ci tiene al riparo dal presente: un’era di durata infinitesimale. Vorrei poterla perpetuare e vivere in quella feritoia del tempo.

Jacopo Ramonda (Savigliano, 1983), da Omonimia (Interlinea, 2018)