Tutta la strada per arrivare a questa finestra qui

Tutta la strada per arrivare a questa finestra qui,
di sera, quando è già buio per vedere:
quelle notti insonni, le decisioni, solo per scendere
tra mezz’ora, stare seduti e sorridere ai commensali,
ognuno che racconta l’alba o il pomeriggio o la notte
quando è partito, troppo presto, troppo tardi, come tutti.

Gian Mario Villalta (Visinale di Pasiano, 1959), da Vanità della mente (Mondadori, 2011)

– consigliato da Sabatina Napolitano


Lo sfondo è un cortile, un edificio chiaro

Lo sfondo è un cortile, un edificio chiaro,
platani, altre sagome soffici
come è del resto poco nitido tutto.

A chi assomiglia? Al padre, alla figlia
nata quarant’anni dopo,
a un trisavolo mai conosciuto, come dicono?

Chi è questo bambino, quando
ci siamo persi, io e lui?
Non lo conosco. So che è me
perché è nella foto
vista più volte , ripassando
il passato, soprattutto nei giorni subito dopo
qualcuno che è morto.

Si perde, l’origine. E condividere
la perdita, farne memoria
famigliare, passato per ogni uno suddiviso
e frainteso negli altri, è un dovere
e una necessità.

Ma chi sono diventati, i dispersi, o quando
ci aspettano avanti, tutti i noi stessi
che ci hanno persi?
Gian Mario Villalta (Visinale di Pasiano, 1959), da Telepatia (Lietocolle, 2016)