Capire male

Uno vorrebbe che nessuno mai
capisse male.
                       Quello che si dice
vorrebbe che non fosse mai confuso,
strano, o difficile.
Come tutti
esprimersi, come usa.
Le cifre
stampate in fondo al foglio
alla voce totale:
chiaro così.
                   Spiegarsi
come queste belle giornate.
Umberto Fiori (Sarzana, 1949), da Poesie 1986-2014 (Mondadori, 2014)
 

Che poi

Che poi-
anch’io sono voi.
E voi siete io, si sa.

Ma sarà vero?
Guardo la schiera delle vostre facce,
così chiare e segrete
qui di fronte, il riflesso
della mia, là, nel buio del finestrino.
Guardo le schiene, i baveri, gli stivali.

Se siamo uguali, se
siamo lo stesso,
che cos’è questo male,
questo bene
che ci separa?

Umberto Fiori (Sarzano, 1949) da Voi (Mondadori, 2009)