Finiranno – si spera – le notti sveglie

Finiranno – si spera – le notti sveglie
come giorni, le sigarette a decine
spente ancora utili, i pensieri.

Deve essere così, Dino
che non servirà più restare vigili
per appigliarsi alla vita
ma che lei ci porterà a dormire
dopo averci preparati al sogno.

Spògliati, quindi, dei tuoi demoni
lasciali a terra a contorcersi e tu
non avere pietà di loro, non sentirne
mai la nostalgia
(Voglio stare solo, o una donna che…)
non conformarti alla seduzione
di ciò che appare facile, lotta
sii ribelle al vuoto.

Naike Agata La Biunda (Catania, 1990), da Accogliere i tempi ascoltando (LietoColle – Pordenonelegge, 2017)


Nella boscaglia

Balugina ancora a tratti
la strada maestra fra gli alberi
con le sue luci bianche i rettifili
d’ogni giorno ogni ora e scompare.
Boscaglia adesso e fremiti di bestia.
È che a volte bisogna scartare
di lato gettarsi tra i rovi
rimettersi in cammino fuori via
per non morire. Nelle stazioni
di sosta tra vampe di neon
cecchini e benpensanti vegliano
scrutano gli arrivi,
montano e smontano lesti
fucili perfettamente ingrassati.

Fabio Pusterla (Mendrisio, 1957), da Corpo stellare (Marcos y Marcos, 2010)