Per strada, fiutavo l’aria
Pubblicato: 8 novembre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Umberto Fiori Lascia un commentoPer strada, fiutavo l’aria
di qua, di là, come un cane in allarme.
C’era sempre un rumore che all’improvviso
veniva ad accusarmi: un tremito
di vetrate, uno schianto sordo, lontano,
un cigolìo…
Una volta, sul marciapiede,
un furgone di colpo si è messo a gemere:
“ìh-ò!… ìh-ò!”. Lo avevamo
appena oltrepassato
che dal muro di fronte parte un fischio,
occupa tutta la scena. Prima che riesca
a vedere da dove viene,
due sirene volteggiano dentro quel sibilo,
s’incrociano, si attraversano. Dopo una svolta
altri barriti si aggiungono. Ciascun segnale
conserva ancora il suo timbro,
le sue note – fa, sol – (qua un punteruolo,
là un rasoio, più avanti
cartavetrata sulla lavagna), ma
a un certo punto non riesci più a distinguerle.
Fanno un solo, compatto, incandescente,
duro rumore rosa.
“Ma lo senti?”
urlo io al Conoscente. Lui: “Che cosa?”
“Come, che cosa?” Ci fermiamo a un incrocio.
“Non senti come gridano?”
“Gridano? E chi? No, io non sento niente”,
ride lui. “Tu, piuttosto, abbassa la voce…
Non vedi come si volta la gente?”
Umberto Fiori (Sarzana, 1949), da Il conoscente (Marcos y Marcos, 2019)
non congiungere le mani per pregare
Pubblicato: 26 ottobre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Anna Maria Farabbi Lascia un commentonon congiungere le mani per pregare
se non sai cosa sono
se non hanno mai fatto l’amore
se non le hai mai scese in terra
sprofondate sepolte
e aspettate con pazienza
risorgere
se non hanno mai coperto per vergogna
la tua fronte
Anna Maria Farabbi (Perugia, 1959), da Abse (Ponte del Sale, 2013)
-consigliato da Elia Malagò



