È sufficiente vederlo arrivare –

È sufficiente vederlo arrivare –
e poi il tempo che concede:
quell’immenso lago di pace.
Quel calore vivo. È il suo corpo
la mia cara casa, la mia cura.

Giulia Rusconi (Venezia, 1984), da Suite per una notte (Lieto Colle – Pordenonelegge, 2014)


Traballano le cimase se non si apre la porta

Traballano le cimase se non si apre la porta:
sei un tamburo contro la testa
ma ancora più bello, più duro
della pioggia assassina che mi sfalda il cervello.
Ti fai sentire specie verso le quattro del pomeriggio
e mi vivisezioni il plesso solare
con offerte di acqua e zucchero che straziano
il tendere a, il moto a luogo.
Non posso dimenticarti, semplicemente:
io, vedi, ho dentro grumi, densità insolubili
e tu sei il sale che mi sbrina l’anima.

Laura Di Corcia (Mendrisio, 1982), da Epica dello spreco (Edizioni Dot.com, 2015)