Ombre impalpabili da scomparire

ombre impalpabili da scomparire
parole a cui disimparare il senso
voci di stordimento e confusione
e dall’interno per contraddizione
cantiche silenziose nel tuo nome
attraversando nuove metamorfosi
come paesaggi sconosciuti e estranei
in cui la scena si scompone e muore
e anche i colori sembrano crollare
su questa notte acida e compressa
non c’è una medicina ma la cura
del nostro male è la ferita stessa

Adriano Padua (Ragusa, 1978), da Still life (Miraggi Edizioni, 2017)

– consigliato da Julian Zhara


Lingua

Non hai bara da trascinare sulla neve

ma un cane che trema nel buio.

Madre-lingua sei triste

l’aglio si fa nero nel rame

il rombo dal camino sale.

I venti si confondono

Eolo soffia e Babele vive.

Figlia-lingua: scricchioli a ginepro.

Il tuo brivido alla nascita

è un frammento di tempesta tra i pianeti

e le nuvole, le nuvole ciecamente corrono

cancellando dai cieli ogni genealogia.

Antonella Anedda (Roma, 1955), da Dal balcone del corpo (Mondadori, 2008)
– consigliato da Maria Borio