da noi l’autunno si sposa giovane / la poesia alle elementari

da noi l’autunno si sposa giovane
in un piazzale lucido di cielo
gli alberi si cambiano d’abito e portano
a ballare i quattro venti
la valle arriva con la gonna alzata
la neve le chiazza le caviglie le montagne
con la faccia a sud si scusano
mentre le cime bianche arrivano da nord.
Noi lo sappiamo che la festa dura appena
il tempo di infiammare i faggi due
settimane di passioni, i sospiri freddi
dei sempreverdi e gli uccelli dei larici
piumati di giallo
prendono il volo dell’inverno

 

Maddalena Bertolini (Trento, 1965), da una (Ladolfi, 2012)

 


Bibliotecario dell’effimero, qui è il regesto

Bibliotecario dell’effimero, qui è il regesto
di ciò che sa morire e sa tornare e
il cui passaggio non ha parole ma nidi e
vento: il cipresso, la quercia, l’acacia e le
rose rampicanti, e l’acanto. Abbiamo
dimenticato tutto – ma per che

cosa? Dimenticato l’estasi e l’attesa
dell’alba, il silenzio e l’urlo del fiore che vuole

sbocciare

 

Giuseppe Conte (Porto Maurizio, 1945) da L’oceano e il ragazzo (Rizzoli, 1983)