Dall’accumularsi della posta

Dall’accumularsi della posta
bollette non pagate e altri reclami
(chi le scriveva più?)
si insospettirono
finalmente i vicini.

Guardo una brutta foto sul giornale
un dettaglio ingrandito a sua insaputa
a tavola per cena chi lo sa.

Leggo che aveva fatto l’impiegata
per un’azienda di Mestre mai sentita.
A un certo punto si era anche sposata
Tutto in regola dunque.

Poi nel suo genere era stata brava
recidere del tutto ogni contatto
i parenti i negozi la parrocchia.

Si insospettirono i vicini finalmente.
Prima la polizia, poi i pompieri
per riuscire a forzare quella porta.
Tre ore concitate, un walkie talkie,
la luce lampeggiante di emergenza.

Nelle grandi città si pensa,
non qui a Venezia,
che tutti si conoscono tra loro.

La zona è questa, in un rettangolino,
una piccola calle che finisce
di fronte alla basilica maestosa

I Santi Giovanni e Paolo
dove gli antichi dogi son sepolti.

Antonio Turolo (Mestre, 1962), inedito

 


Il movimento delle notizie

Era naturale che quando a Siracusa
gli Ateniesi subirono una disfatta
a Pechino non ne arrivasse affatto la notizia.
Come ai giorni nostri è naturale
che il mio vicino non venga a sapere nulla
dei disastri che succedono accanto a lui.
Trovo parimenti naturale
che in ritardo io prenda contezza
di tutte le contrarietà che accadono in me.
Malgrado i progressi della tecnologia,
i milioni di abitanti di Pechino,
gli innumerevoli miei vicini ed io stesso
tardiamo ad apprendere le novità.

Titos Patrikios (Atene, 1928), da La resistenza dei fatti (Crocetti, 2007)