Dormiamo stretti io e te

Dormiamo stretti io e te
come le due cifre della mia nuova età –
e se uno nel sonno si gira
anche l’altro subito si incunea –
i due tre;
da una settimana hai trent’anni
e un tre anche tu, l’altro non è un numero
ma il tondo della tua pancia
(e tuttavia il tondo dello stupore)
per chi la abita da tre mesi,
siamo tre
tre.

Vanni Bianconi (Locarno, 1977), da Il passo dell’uomo (Marcos y Marcos, 2012)


infila una mano nella tua pelle

infila una mano nella tua pelle
da guaritore filippino

ne sguscia un’incudine
un fascio di grano
il sogno dell’incubo
rovesciato

voleva sanarti delle parole
che vengono dentro come tumori

budella di pollo (forse) di coniglio

Gian Maria Annovi, (Reggio Emilia, 1978), inedito