Periplo
Pubblicato: 1 ottobre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Lino Roncali Lascia un commentoBisogna prima attraversare il palcoscenico
di un campiello polveroso messo sghembo
con due case rosse a far da quinta e una curva
per funamboli provetti
un passaggio obbligato
una dogana dove lasciare il pegno
del tuo irrompere maldestro in quell’eden d’acqua
luce riflessa e orizzonti sconfinati.
ti spetta ora una strada stretta fra due rive
che corre tutto intorno alle barene e anche oltre
dove non credi sia più possibile arrivare
una strada piana talvolta solo un sentierino
che ti porta dove lei vuole e non c’è mai meta
un luogo definitivo in cui sostare
rallenti allora e guardi indietro
-magari con un poco di apprensione-
la strada fatta e la distanza
da ciò che hai avuto cuore di lasciare
solo due case laggiù due tetti grigi
che appena si lasciano scoprire
sopra il contorno di due aironi in volo
il resto è tutta laguna e il suo cielo orizzontale
e così sai che qui ogni cosa torna
ed è forse il momento di rientrare.
Lino Roncali (1949), Lio Piccolo (Lietocolle, 2019)
Transito
Pubblicato: 27 settembre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Francesca Ippoliti 1 Commento
Giocarsi con qualcun altro la partita della fedeltà, sapendo a memoria tutte le mosse: poi stupirsi della loro perdita di significato, direttamente proporzionale alla leggerezza che hanno assunto e alla calma che danno. Lo pagheremo il disinteresse, la non-voglia di farsi la guerra. Questa maturità così simile all’insufficienza.
L’auto-convinzione, la bottiglia d’acqua vicino al letto: tutto concorre alla ricerca di un sonno tranquillo e senza colpe. Tu resti indietro, fingo di non guardarti, mi addormento, mi sposto. In sogno ogni tanto mi raggiungi, mi prendi per la manica, mi chiedi se è vero che non parliamo più. Vorrei chiederti scusa, ma ho giurato di stare zitta e di non voltarmi. Restiamo così, come si fosse già morti e narrati: preservo dal rischio di dispersione rovinosa un vecchio mito, osservo il meno possibile.
Immagino guarigioni miracolose, una salute impeccabile – poi mi sveglio, scrivo un sms, ricevo la consolazione del display luminoso, mi addormento ancora, precipito nel vuoto, mi sveglio. Mentre chiudo gli occhi penso che ho avuto fortuna.
Francesca Ippoliti (Napoli, 1988), da La linea del davanzale (LietoColle-Pordenonelegge, 2019)



