Il chiostro

Non si può essere figli, lo si deve. 
Brera era qualcosa a cui appartenere 
meno, ma meglio. Vivere con questo, 
farsi come porte aperte, come isole discretamente
naufragare dentro l’iride. Con il corpo chiuso 
di una copia il magma sogna ancora 
il sogno di una forma, seguita nel chiarore 
ellenico di un fauno; altri torneranno, per partire 
in uno scatto d’elitre. C’è chi ha detto io 
stringendo tra le mani cupole di erba raggelata, 
cadendo dietro i tetti la sera chiude gli occhi 
di Prussia. C’è chi ha detto di si a tutto questo, 
e chi dice di noi, tacendo. 
E ancora io non so di cosa andare fiero 
se mi applaude dal cortile il volo di un piccione. 

Alessandro Grippa (Treviglio, 1988), da Opera in terra (Lietocolle-Pordenonelegge, 2016)


Io non riesco

Io non riesco 
a ricordare il canto; e questa terra 
senza di me, prima di me. Le luci 
la voce la strada. Il bacio l’abbraccio 
la penetrazione mani urlo 
questa festa che comincia e non è data mai 
terra senza di me, dopo di me. Ci sono state 
grotte, torri, civiltà. Ma bisogna 
arretrare ancora; bisogna cercare. Stare 
nei muscoli addome contratto a spinta 
il passo prima. Nascere non è 
generare; oggi bisogna dare 
vita alla vita. 

Tommaso Di Dio, da Tua e di tutti (Lietocolle-Pordenonelegge, 2014)