Il chiostro
Pubblicato: 9 aprile 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno Lascia un commentoNon si può essere figli, lo si deve.
Brera era qualcosa a cui appartenere
meno, ma meglio. Vivere con questo,
farsi come porte aperte, come isole discretamente
naufragare dentro l’iride. Con il corpo chiuso
di una copia il magma sogna ancora
il sogno di una forma, seguita nel chiarore
ellenico di un fauno; altri torneranno, per partire
in uno scatto d’elitre. C’è chi ha detto io
stringendo tra le mani cupole di erba raggelata,
cadendo dietro i tetti la sera chiude gli occhi
di Prussia. C’è chi ha detto di si a tutto questo,
e chi dice di noi, tacendo.
E ancora io non so di cosa andare fiero
se mi applaude dal cortile il volo di un piccione.
Alessandro Grippa (Treviglio, 1988), da Opera in terra (Lietocolle-Pordenonelegge, 2016)
Io non riesco
Pubblicato: 4 aprile 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Tommaso Di Dio Lascia un commentoIo non riesco
a ricordare il canto; e questa terra
senza di me, prima di me. Le luci
la voce la strada. Il bacio l’abbraccio
la penetrazione mani urlo
questa festa che comincia e non è data mai
terra senza di me, dopo di me. Ci sono state
grotte, torri, civiltà. Ma bisogna
arretrare ancora; bisogna cercare. Stare
nei muscoli addome contratto a spinta
il passo prima. Nascere non è
generare; oggi bisogna dare
vita alla vita.
Tommaso Di Dio, da Tua e di tutti (Lietocolle-Pordenonelegge, 2014)



