C’è che quel che c’è
Pubblicato: 8 giugno 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Alberto Cellotto Lascia un commentoC’è che quel che c’è
sotto è nascosto,
il mondo è istante o atomo
di tempo. Non si può essere mai
mare, non si può vedere la luna
ma sulla soglia strofinerò
le polveri delle conchiglie che furono
molti volti. C’è quel che c’è
e è acqua che è fluita
nei tombini all’ombra del ramo,
ha distrutto un’orma sulla pioggia
lasciandoci pesci e insetti.
Falsi indizi dava quel che cade.
Una freccia una treccia sciolta a lato
la feccia di vino che non si lava via.
Sento raccontare ancora che miri
ai piedi, in testa. Non farlo.
Vieni. Non farlo.
Diventa dente, resta come la spina
al sicuro nel cuore del lupo
e annienta il nodo. Senza me non andare
nel viaggio fuori ai fiori
a acqua e fango.
Alberto Cellotto (Treviso, 1978), inedito.
ma la luce non avrei visto
Pubblicato: 5 giugno 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Italo Testa Lascia un commentoma la luce non avrei visto
se non avessi bruciato le carte
un giorno, uscendo per strada
ho sentito di essere nudo.
ma la folgore non mi ha colpito
ho continuato a camminare in silenzio
sulla piazza, già sterminata
al primo sguardo sarei caduto.
e la vita che punge nel vento
scorticandomi vi ha vendicato
quando gli occhi mi ha aperto il canto
di tutto quello che non ho amato.
Italo Testa (Castell’Arquato, 1972), da L’indifferenza naturale (Marcos y Marcos, 2018)



