Nei polmoni

La coperta, la sua forza, mentre crescevamo.
O gli occhi che ieri furono ciechi,
oggi tuoi, ieri l’inseparabile. Le fiale,
il riso in bianco diventano l’unico
mondo senza simbolo. Materia che
fu soltanto materia, nulla che
fu soltanto materia. Vegliare, non vegliare, poesia,
cobalto, padre, nulla, pioppi.

Milo De Angelis (Milano, 1951), da Terra del viso (Mondadori, 1985)


A questa futura pioggia

Non sono più le cascate e le cacce e
il libro da scrivere adesso è
cominciare. Esse
disegnano dentro e la grande ombra
veglia alle colture. Anche il vecchio
nemico prova la resa e prova
a dedicarsi con parole brevi
al susino che muta i
mattini di settembre.
E veglia
un amore incruento che non so
dire ancora sotto le nubi
incessanti, ma appena un poco di
pioggia scopre chi era e il viso
era così da tanto.

Maria Lia Lotti (Sassostorno, 1948), da Clessidra (Polena, 1985)