A questa futura pioggia

Non sono più le cascate e le cacce e
il libro da scrivere adesso è
cominciare. Esse
disegnano dentro e la grande ombra
veglia alle colture. Anche il vecchio
nemico prova la resa e prova
a dedicarsi con parole brevi
al susino che muta i
mattini di settembre.
E veglia
un amore incruento che non so
dire ancora sotto le nubi
incessanti, ma appena un poco di
pioggia scopre chi era e il viso
era così da tanto.

Maria Lia Lotti (Sassostorno, 1948), da Clessidra (Polena, 1985)



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