Capire male

Uno vorrebbe che nessuno mai
capisse male.
                       Quello che si dice
vorrebbe che non fosse mai confuso,
strano, o difficile.
Come tutti
esprimersi, come usa.
Le cifre
stampate in fondo al foglio
alla voce totale:
chiaro così.
                   Spiegarsi
come queste belle giornate.
Umberto Fiori (Sarzana, 1949), da Poesie 1986-2014 (Mondadori, 2014)
 

Dall’interno della specie

Eppure nel frammento di ogni memoria,
nella natura di un sorriso che supera a volte il nostro sguardo
accarezziamo la vertigine con una mano
nello scandalo innaturale che ci trattiene,
eppure, dall’interno della specie,
ognuno tenta di lenire il proprio male con una scheggia,
con le prove concepite fuori da ogni possibile
orizzonte di stupore.

 

Andrea De Alberti (Pavia, 1974), da 50 anni di bianca (Einaudi, 2014)