Che poi

Che poi-
anch’io sono voi.
E voi siete io, si sa.

Ma sarà vero?
Guardo la schiera delle vostre facce,
così chiare e segrete
qui di fronte, il riflesso
della mia, là, nel buio del finestrino.
Guardo le schiene, i baveri, gli stivali.

Se siamo uguali, se
siamo lo stesso,
che cos’è questo male,
questo bene
che ci separa?

Umberto Fiori (Sarzano, 1949) da Voi (Mondadori, 2009)


Eri sospesa come in figura il fante

Eri sospesa come in figura il fante
o le corde che involano l’atleta
la pelle tesa nella postura slabbrata delle cose.
Sto alla recita come il cattivo attore
il sorriso scontroso al volto spaurito.
Sfuggire il silenzio è per sfuggirsi.

 

Laura Sergio (Lecce, 1983), da Il filo della scure (Manni, 2014)