Ars poetica – o polemicã
Pubblicato: 3 Maggio 2014 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Nina Cassian Lascia un commentoEu sunt eu.
Sunt personalã,
subiectivã, intimã, particularã,
confesivã.
Tot ce se reîntâmplã
mi se întâmplã mie.
Priveliştea pe care o descriu
sunt eu însãmi.
Dacã vã intereseazã
pãsãrile, copacii, râurile,
cercetaţi cãrţile de specialitate.
Eu nu sunt o anume pasãre,
un anume copac,
un anume râu.
Eu sunt consemnatã doar
ca un Sine,
Eu, adicã Eu.
Nina Cassian (Galaţi, 1924), da C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007 (Adelphi, 2013)
Ars poetica – una polemica
Io sono io.
Sono personale,
soggettiva, intima, singolare,
confessionale.
Tutto quel che mi accade e si ripete
accade a me.
Il paesaggio che descrivo
sono io stessa.
Se vi interessano
gli uccelli, gli alberi, i fiumi,
consultate i libri degli esperti.
Io non sono un dato uccello,
un dato albero,
un dato fiume.
Io sono registrata solo
come un Sé,
Io, ovvero Io.
Sabat
Pubblicato: 2 Maggio 2014 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Laura Turci Lascia un commentoQuant a vegh, e’ sàbat,
al dòni d’una zerta etè
ch’a l’scapa da la paruchira
cun la mesinpiga
e la faza inrusida,
pr’andè a custodì
oman, fiul, vsen, véc,
e int j occ
la strachèzza;
o al furstiri ch’a l’camena
drì i marid a testa basa
e a testa basa nanca da par sé,
u’m ciapa dal volti una tenerezza
e una voja ad pianz ed ad rugiè
par tot al carèzi, al brazedi, i bis
ch’a n’avan avù o putù cmandè,
par la blèzza lasèda int i fos
cunpagna fiur saibedgh
impasì,
sott e’ sol ch’u s’ha carsù
e ch’u s’vleva a testa dretta
e a occ avirt.
Laura Turci (Meldola, 1971), da Al carvaj, (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2006, II ed. 2012)
Sabato
Quando vedo, il sabato,
le donne di una certa età
che escono dalla parrucchiera
con la messinpiega
e il viso arrossato,
per andare a custodire
uomini, figli, vicini, vecchi,
e negli occhi
la stanchezza;
o le straniere
che camminano dietro ai mariti
a testa bassa
e a testa bassa anche da sole,
mi prende a volte una tenerezza
e una voglia di piangere e di gridare
per tutte le carezze, gli abbracci, i baci
che non abbiamo avuto o potuto chiedere,
per la bellezza lasciata nei fossi
come fiori selvatici
appassiti,
sotto il sole che ci ha cresciute
e che ci voleva a testa alta
e ad occhi aperti.



