Due tempi / la poesia alle elementari

La civetta è un uccello pericoloso di notte
quando appare sul suo terreno
come un attore sulla scena
ha smesso la sua parte di zimbello.
Con una strana voce
fa udire il suo richiamo,
vola nell’aria notturna.
Allora tace chi si prendeva gioco,
si nasconde dietro un riparo di foglie.
Ma è breve il seguito degli atti,
il teatro naturale si allontana.
All’apparire del giorno
la civetta ritorna al suo nido,
al suo dimesso destino.

 

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Liceo (Guanda, 1986)


XI

Forse non tutto è perduto, forse
Qualche ragione resta per parlarci.
Non tutta la ferita s’è consunta,
Da un lembo all’altro cuciono i batteri
Quella nostra invisibile pazienza.
Allora ascolta, ascolta il tramestìo
Di questi giorni, invita a non alzare
Le braccia ancora in segno di sconfitta.

Roberto Deidier (Roma, 1965), da Solstizio (Mondadori, 2014)