Esistiamo perché mutiamo. Il corpo

Esistiamo perché mutiamo. Il corpo
si trasforma con il tempo, così la voce
e l’odore che tutto dice. Conserviamo
poco, diamo segni di noi
nel pensiero che si evolve, nelle azioni
che si alternano, confondendo
i colori che la pelle mostra, variando i suoni
che all’istante diventano parole.
Se c’è una storia da ricomporre
(pezzo a pezzo) è nel modificarsi
delle orme che tracciamo. Così,
solo le cose ferme ci ricordano
dove siamo già esistiti,
anche se il vento cerca di mutarne le sembianze
con la polvere che accumula
in forme disadorne.
Continuiamo a dirci vivi
ostinandoci a non apparire uguali
e questo morire eternamente
è il volto stesso che la vita ci consente.

 

Domenico Cipriano (Guardia Lombardi, 1970), da Il centro del mondo (Transeuropa, 2014)


Oggi mia figlia sta scoprendo

Oggi mia figlia sta scoprendo
le mani, non ha memoria
(o non dovrebbe) e le chiude
per difesa. La nostra epoca
è racchiusa in quel gesto
e lei l’osserva come per capire
la distanza delle cose.

 

Domenico Cipriano (Guardia Lombardi, 1970), da Il centro del mondo (Transeuropa, 2014)


la morte ha soggiornato per anni

la morte ha soggiornato per anni
ora le nostre case hanno bisogno
di respiri, abbandonate come sono
al silenzio. abbiamo traslocato
i nostri corpi e lasciato solo
le crepe nude delle rughe
a vegliare sulla piazza.

Domenico Cipriano (Guardia Lombardi, 1970), da Novembre (Transeuropa, 2010)