Medaglioni

Und einmal schliefen wir im tiefsten Mittelalter,
Verschanzt in einem Bergnest, hinter
Feldsteinmauern.
Nachts kam Besuch in dicken Wollpullovern –
Falter,
Die an die Schlafen trommelten. In Ecken lauernd,
Gab es da Drachen wie am Domportal,
eidechsenklein.
Der Tag kroch langsam durch die engen, steilen
Gassen.
Schildkroten warn wir, unser Panzer dieser graue
Stein,
Schon mittags mude, leicht von Schattenhand zu
fassen,
Unter den Bauern, Frühaufstehern hier die einzig
Trägen.
Ein Gang durchs Stadttor reichte, um uns zu
beglücken
Mit Panoramen früher Tafelbilder, Genreszenen.
Grossmütter trugen ihre Enkel auf dem krummen
Rücken.
Beim Metzger nebenan sang hell die Knochensäge.
Und ein Jahrhundert lag in einem Katzengähnen.

Durs Grünbein (Dresda, 1962) da Strofe per dopodomani (Einaudi, 2011)

Una volta dormimmo nel più profondo medioevo,
trincerati in un covo montano, dietro blocchi di pietra.
La notte avemmo visite in spessi pullover di lana –
falene
a tamburellarci le tempie. In agguato negli angoli
draghi da portale di duomo, ma piccini come lucertole.
Il giorno strisciava lento per le stradine ripide.
Tartarughe eravamo, il carapace quella pietra grigia,
già stanchi a mezzodì, facili prede dell’ombra.
Fra i contadini che si levano presto gli unici pigri.
Passar la porta del borgo bastò a rallegrarci
con panorami di vecchie pitture su tavola, scene di
genere.
Le nonne portavano i nipoti sui dorsi curvi.
Dal macellaio vicino il limpido canto della sega per ossi.
E in uno sbadiglio di gatto c’era un intero secolo.

 


Dalle guerre artiche

E un bel giorno tu emergi dal tuo far poesia
come un iceberg dal mare e sul giornale di bordo
c’è: mattina, cambio di rotta, direzione nord-nord-est.
Il cuore si è adeguato. L’acqua si fa blu balena.

Nelle remote regioni del cervello diventa un imperfetto
ciò che era partenza e sensazione e viaggio
d’esplorazione.
Come il pack s’avvicina la mezza verità – la prosa.
E congela, sulle labbra secche, il canto.

Durs Grünbein (Dresda, 1962) da Strofe per dopodomani e altre poesie (Einaudi 2011)

Und eines Tages taucht man aus der Dichtung auf
Wie aus dem Meer ein Eisberg, und im Logbuch
steht: 
Am Morgen Kurs geandert Richtung Nord-Nord-Ost.
Das Herz dreht bei. Das Wasser farbt sich blauwalblau.

Dann wird zum Imperfekt in fernen Hirnregionen,
Was taglich Aufbruch war un Sensation.
Entdeckungsfahrt.
Wie Packeis naher die halbe Wahrheit – Prosa.
Und friert ihn ein, auf rauhen Lippen, den Gesang.