Tornami il senso semplice dell’accadere

Tornami il senso semplice dell’accadere
quella sostanza che innerva le cose
nel loro divenire, il tramonto estenuato
che chiude il giorno festivo, la lingua muta
degli insetti, i confini permeabili
entro cui abitiamo, l’idea di andare,
un giorno, più lontano. Era questo?

Oggi le parole se le mangia al vento
lo sguardo si perde nell’abisso
il gesto rimane incompiuto
e ce ne stiamo, scarnificati,
nel duro silenzio che ci avvolge.

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Fioriture capovolte (Einaudi, 2018)


Adolescenza

Per M. D.

 

La Riviera è il nostro regno
in questo inizio di estate terso
come una promessa che si avvera
improvvisa e perpendicolare
ai morti orizzonti invernali
il primo amore è la sorpresa
di ritrovarsi in corsa nella luce
aperta della strada, appoggiata
alla tua schiena mentre l’aria
vortica intorno, e ogni cosa
sembra sul punto di schiudersi.
Mi lascio portare, leggera
d’animo e di pensieri, dimentica
di tutte le domande rimaste inevase:
oggi mi basta sapere quale sarà
la spiaggia dove siamo diretti,
da cui ci tufferemo

tenendoci per mano.

 

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Fioriture capovolte (Einaudi, 2018)

 


Respiro nel respiro, ascolto la notte

Respiro nel respiro, ascolto la notte.
Ombre lunghe tendono abbracci,
invitano a proseguire oltre la siepe
sul confine dello sguardo. Accade,
ancora, di ritrovarsi nudi, esposti.
Restare allora nella notte, accogliere
la sua lusinga è un balsamo per chi
non lascia tempo alla paura, tenebra
è una parola che risolve e cura.

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Fioriture capovolte (Einaudi, 2018)