Un gallone di kerosene

Un gallone di kerosene
mi hai chiesto di comprare
– tanto non ci sai arrivare…
E spiegavi la strada
e ripetevi nuovamente
la parola appresa
per considerarti…
Non è stata quell’odissea arrivarci,
a dire il vero sono stati da bambino,
occhi a colpo sicuro:
c’era il vecchio con cappello
e camicia come dicevi…
Aveva la barba incolta e voce
fumata tra i barili ossidati…
Alle sue parole vedeva le mani
col vuoto e prendeva un imbuto,
il barattolo a fil di ferro e travasava
piano a poca schiuma con l’odore acre
dappertutto tra il rumore sordo di lamiere…
Nel cartello c’era scritto, sbavato:
tre litri mille lire e allora poco più per quattro.
Ti ho voluto sorprendere facendo di corsa
a sentirmi dire “guà qui!”…
e hai sentenziato vedendo il pieno: “la prossima volta
con te risparmio le parole visto che sei uno che capisce,
finalmente…

Henry Ariemma (Los Angeles, 1971), da Un gallone di kerosene (Transeuropa, 2019)


Il buio dietro hai costruito

Il buio dietro hai costruito
accumulo di cristalli inutili:
vasi e bicchieri per mancati pranzi.
Su quei vetri una polvere tornia
disegni pesanti.
Agli estranei hai dato
il quotidiano di figli
in parole giuste,
forze misurate,
felice racconto
del fare bene…
Hai fermato amici,
risparmiato musiche,
parole della sera,
negato viaggi e sogni:
tolto libertà…
Perché la coperta
non allargava
la funzione unica
dell’amore.

Henry Ariemma (Los Angeles, 1971), da Arimane (Ladolfi, 2017)