Ho deciso questa gita in bicicletta

Ho deciso questa gita in bicicletta
in strade che mimano il canale
e lo costeggiano
entrano in paesaggi di traverso
sezionano il mondo per noi
in questo passare ad altro
emigranti in fuga da noi stessi.
Ecco un ponte, una chiusa
che si apre all’evidenza dello sfondo
quando non c’eravamo che tu ed io
sognanti un quartiere
oltre le costrizioni della città regressa.
Ma poi la strada ritorna
in percorsi obbligati che riportano
il nostro desiderio di capirsi
ad argomenti che opprimono
a paesaggi disabitati
di un tempo che non si estingue.
Eppure, chilometri da casa
pedalando sul confine degli ultimi campi
sembra di rivederne i dintorni…
grazia di un dubbio
di fatica non sprecata.

Nicola Vitale (Milano, 1956), da Chilometri da casa (Mondadori, 2017)

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Finita l’epoca delle novità

Finita l’epoca delle novità, c’è poco da dire…
eppure nel campo i fili d’erba si danno un gran da fare, già a febbraio senza gli indizi prestabiliti della primavera. Facciamo finta di nulla, qui intorno tutto non ha mai smesso di ricominciare. Quando si scriveva per amore, per essere qualcosa di più della solita cosa. Quando capita di provare: tele e colori, o scrivere per ricominciare, come fare? Si prova e si corregge, non ci sono mezze misure: ricominciare.

Nicola Vitale (Milano, 1956), Chilometri da casa (Mondadori, 2017)


Ho scritto poesie con i muscoli

Ho scritto poesie con i muscoli
per migliorare una malattia precoce.
Cosa costringe un ragazzo
a questo essere così poco,
obbligato a un lavoro immane
per sopportare se stesso?
È l’effetto di una contraddizione:
l’amore degli altri non viene prima
del perdono per se stessi.
Poi scopri che nessuno ascolta
è solo illazione di altri tempi
quando ci si credeva migliori
nel frequentare le parole
di un radicale sospetto
che ci fosse altro.

Nicola Vitale (Milano, 1956), Chilometri da casa (Mondadori, 2018)