Si piange soprattutto di domenica

Si piange soprattutto di domenica
davanti a certe palme altissime
che sbandierano al vento del golfo dita verdi fiammanti.

Ci si piega,
accosciati di lato, a piedi nudi
sul pavimento di scaglie miste,
freddo, delle case in affitto

che ritenevo seriamente – e raccontavo –
contenesse alcuni diamanti ed altre gemme,
e si vedeva bene da quei luccichii.

Organizzavo tutti gli altri bambini del palazzo,
le loro piccole teste ben pettinate.
Preparavo spedizioni, scavi…

Rossella Tempesta (Napoli, 1968), da Libro domestico (Ghenomena, 2011)


Capodimonte d’estate

Capodimonte d’estate.
Pare una spiaggia urbana,
con le donne qualche volta sedute sulle sdraio,
una o due, sul balcone
e gli uomini al loro posto la sera,
mezzo addormentati, davanti alla televisione
accesa dentro alla sala, con la stessa distanza del cinema
e lo stesso volume stereofonico.

Nella mia parva casa lo spettacolo preferito sono loro
queste famiglie grandi.
Noi difatti siamo soli, figlio e figlia di padri disuniti;
vicino il suo, mai più di un’assenza settimanale, e sempre sempre lodato.
Combattuto il mio, lontano, neppure semestrale.
Perso negli anni e poi riconosciuto.

Rossella Tempesta (Napoli, 1968), da L’impaziente (Boopen Led, 2009)


Infilo gli occhi nel verde / la poesia alle elementari

Infilo gli occhi nel verde
non vedo più la strada, sfuggono le case.
Così il mondo è già completo, solo distese verdi,
file di alberi immensi e alberi soli e immoti.
Perfette sono le siepi e i rampicanti
perfetti gli ikebana di sterpi e fiori.
Sono lontana, sono una foglia
un tronco una farfalla.
Solo per il tuo canto ritorno.

 

Rossella Tempesta (Napoli, 1968), da L’impaziente (Ed. boopenled , 2009)