Dovrei proteggerti dal vento

Dovrei proteggerti dal vento
e standoti a ruota impedire
che ti volga indietro temendo
attacchi in salita. Ma il peso
di questi tornanti confonde
il verso dell’aria e la media
della pendenza; cercando l’arrivo
lo sguardo trova la partenza
lasciando per la strada statue di sale.

Mi sento io ogni volta a peccare:
scortarti tenendo il tuo passo,
frenare l’acido fino allo scatto
promesso; piantarmi dopo,
darti ancora un momento
finché non sia ampio il vuoto alle spalle.
E quando sia ampio aspettare da solo
il resto che sale dal fondo,
come il fumo di una fornace.

Sebastiano Gatto (Mestre, 1975), da Horse Category (Il Ponte del Sale, 2009)

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Di nuovo a portarci via il fiato

Di nuovo a portarci via il fiato,
a prendere atto di noi,
di quanto ci manca, il fianco
esibito più che scoperto.
Ancora a capire che atto sia questo,
su quale parquet moduliamo
la voce, se rumoreggia la sala
o le zanzare tra i muri di casa.
Sempre a ferirci per darci soccorso,
l’uno il gobbo dell’altro,
il cruccio che siede di fronte
ad ogni pasto.

Sebastiano Gatto (Mestre, 1975) da Horse category (Il ponte del sale, 2009)


Casa bagnata

T’inviterei in questa casa bagnata,
che il peso dei muri non tiene,
né i passi che calco sulle piastrelle.
Coprono ormai il collo dei piedi
calcinacci e cocci di tegola:
sporcano e strisciano fino a far male.

Potrei staccare gli elettrodomestici
e cogliere in silenzio una preghiera:
che per una volta l’umido ceda
il suo posto al tepore, abbastanza
da farti tornare tra il muschio
e la muffa di questa stanza.

Sebastiano Gatto (Mestre, 1975), da Horse category (Il Ponte del Sale, 2009)